CALCIO»SERIE D

di Antonello Rodio wTRIESTE Dal pomeriggio di Monrupino per la Triestina sono arrivate due conferme in chiaroscuro: il fatto che ormai quella alabardata è una squadra compatta, che sa stare ottimamente in campo e spesso detta il gioco, ma anche che per un motivo o per l'altro non sa vincere. Anche contro il Kras, l'Unione per l'ennesima volta ha subito una rimonta, ha dimostrato di non saper tenere un risultato e ha chiuso la partita tra mille rimpianti, recriminando su una vittoria che sarebbe stata strameritata. Non è un caso che le uniche due vittorie alabardate (contro Mezzocorona e Mori S. Stefano) siano arrivate con dei gol in pieno recupero, quando ormai l'avversario non aveva più margine per rimontare. E forse la Triestina non aveva più tempo per vedersi sopraffare dalla paura di vincere. Perché a questa squadra, sarà per l'ansia della posizione in classifica o per la scarsa abitudine alla vittoria, manca sempre qualcosa quando si tratta di acciuffare i tre punti. Nello specifico della partita col Kras, nei commenti del giorno dopo fra i tifosi più di qualcuno ha imputato in parte ai cambi di Ferazzoli la mancata vittoria. Come sempre quando si tratta di scelte in fatto di calcio, formazioni o sostituzioni, tutto è opinabile. Certo, passare a cinque in difesa in un momento nel quale la squadra non stava soffrendo, ha inevitabilmente fatto arretrare il baricentro alabardato e può aver dato agli avversari un segnale di paura. Ma a questo cambio di modulo il tecnico è stato quasi costretto dall'infortunio a Manzo: con gli under che aveva a disposizione, non è che ci fossero molte altre possibilità perché Ventura in sostanza è un esterno che spesso ha giocato terzino. Con la sostituzione precedente invece, quella di Milicevic con Thiam Diop, Ferazzoli non voleva cambiare modulo, ma semplicemente togliere l'evanescente croato, spostare Manzo accanto a Rocco e far avanzare Proia come trequartista, inserendo il più fresco senegalese davanti la difesa. Al 5-3-1-1 è passato solo pochi minuti dopo, quando Manzo è andato ko (per lui si teme uno stiramento all'adduttore della coscia sinistra). Ma ha pienamente ragione Ferazzoli quando dice che anche con questo assetto la Triestina non ha rischiato praticamente nulla e prima di quel rimpallo fatale, il Kras non aveva mai tirato in porta. E allora, al di là della situazione contingente di Monrupino, è evidente che la Triestina, pur notevolmente migliorata, si porta ancora addosso una cronica incapacità di chiudere le partite e portarsi in qualche modo a casa i tre punti. Un difetto da correggere al più presto, non solo per raggiungere un'ormai francamente difficilissima salvezza diretta, ma già in ottica play-out, quando tutto si deciderà in un'unica partita.