Electrolux torna all'assalto dei mercati d'Oriente

di Christian Benna wMILANO Electrolux ritenta la carta la cinese. E questa volta lo fa a partire da Pordenone. È infatti la consociata italiana Electrolux Professional, sede legale nella città friulana, che ha firmato l'altra settimana un accordo per l'acquisizione di Veetsan Commercial Machinery, azienda di Shanghai specializzata nella produzione di lavastoviglie per l'industria e l'hotellerie. L'intesa, che dovrebbe concretizzarsi entro la metà dell'anno, costituisce il primo tassello di un tentativo di rilancio della multinazionale svedese in Asia. Dopo aver chiuso l'ultimo trimestre dell'anno col vento in poppa, 118 milioni di dollari di profitti (contro 120 milioni di perdite nello stesso periodo del 2013) e vendite in crescita del 9%, Electrolux sta riorganizzando suo impero, tra America e Cina, attraverso una campagna di shopping globale. Veetsan non ha certamente la potenza di fuoco di Ge Appliances, comprata dagli svedesi per 3,3 miliardi di dollari, che promette di raddoppiare le vendite in un mercato, come quello statunitense, che viaggi a tassi di sviluppo dell'8%. L'impresa di Shanghai è invece una realtà da meno di 200 milioni di fatturato, che esporta il 55% dei suoi prodotti (anche in Europa), e serve le grandi corporation: da Motorola al principale fornitore di Apple, Foxconn, come le catene alberghiere Hilton e Kempinski. Ma la mossa cinese sancisce il nuovo corso di Electrolux sui mercati internazionali, provando a superare la grande muraglia con prodotti di alta gamma. Negli scorsi anni la campagna d'oriente degli svedesi si è rivelata disastrosa, scontrandosi contro i volumi e i bassi costi dei competitor locali come Haier, con una quota di mercato, secondo Euromonitor International, che riusciva a malapena a superare quota 0,5%, ben dietro ad altri player stranieri Panasonic e Bosh, con vendite comprese tra i 3 e il 4% del totale. Tre dei quattro impianti Electrolux in Cina sono stati chiusi. L'unico salvato dalla scure della ristrutturazione è quello di Hangzhou, nei prodotti da cucina. Ora si riparte con l'alto di gamma e il segmento professionale. «Acquisendo Veetsan - ha dichiarato Alberto Zanata, presidente di Electrolux Professional Products - rispondiamo alla domanda crescente, in questa regione, di soluzioni professionali che possono garantire risultati qualitativi e di igiene in linea con gli standard internazionali. Il lavaggio stoviglie professionale rappresenta una delle categorie di prodotto più promettenti anche per ragioni legate ad una minore penetrazione rispetto ad altre categorie, come la cottura e la refrigerazione». Ieri a Pordenone, Electrolux Professional ha incontrato i sindacati per spiegare l'acquisizione cinese e fare il punto della situazione. Il segmento dei prodotti professionali vale 278 milioni di fatturato e nel 2014 ha migliorato le vendite del 1,5%. «La società – spiega Giovanni Piccinin della Fim-Cisl di Pordenone – ci ha tranquillizzato in merito all'operazione cinese. Si tratta di un'azienda di 200 dipendenti, leader nel mercato locale, soprattutto nel lavaggio, che sforna prodotti di qualità inferiore rispetto ai nostri. Insomma, si tratta di un'opportunità per sviluppare business in Asia, e che non va a competere con i nostri impianti». ©RIPRODUZIONE RISERVATA