Il globetrotter dei muscoli Marcuzzi fa tappa in Gabon

TRIESTE Una vita in continuo cambiamento, sempre con la valigia in mano ormai da oltre vent'anni, in un frenetico spostamento tra città, Paesi e continenti. William Marcuzzi, preparatore atletico triestino, vive e lavora attualmente in Africa, dopo aver girato tutta l'Italia e dopo due parentesi internazionali in Cina e in Iran. . Il primo impegno sportivo nasce sui campi del Soncini, vivaio della Triestina, e poi all'interno della stessa Triestina, dove resta nello staff fino al 1998, poi di sposta per tre anni al Mestre calcio, segue l'impegno nella squadra dell'Aquila e quindi la serie A con il Messina. Poi un breve ritorno a Trieste, durante le travagliate fasi della dirigenza Tonellotto, e una nuova chiamata, questa volta a Salerno. «Nel 2007 ricevo una nuova telefonata, a dicembre, grazie ad alcuni contatti nel settore mi proponevano il mio primo ingaggio all'estero, dove? In Cina! Ho iniziato con grande entusiasmo – racconta - prima nella squadra della città di Zhengzohu, nella serie A cinese, e poi a Shangai. Mi sono integrato perfettamente, imparando anche la lingua e sono rimasto lì per due anni». Poi ecco arrivare una nuova offerta, questa volta da un amico, allenatore portoghese. Destinazione? Iran. «Sono volato ad Abadan, al confine con l'Iraq, dove per tre anni ho seguito la squadra Sanat Naft Abadan che militava in serie B, campionato vinto, con secondo e terzo anno in serie A, una parentesi straordinaria, in un Paese che per molti aspetti è davvero affascinante». Nel 2011 infine l'ultimo ingaggio in ordine di tempo. «Ancora una valigia da preparare, questa volta per l'Africa, il Gabon, dove sto seguendo una squadra del campionato nazionale, un campionato particolare perché sovvenzionato dallo stato. Una realtà di vita e di lavoro ben diversa dalle precedenti situazioni dove sono stato ma comunque un'esperienza di vita che sono contento di aver provato». Per il futuro? «Mi considero una persona che sarà sempre in movimento, i cambiamenti non mi spaventano, li affronto come nuove sfide, e così sarà anche per il prossimo anno. Se potessi sceglierei mi piacerebbe tornare in Asia o in Australia». Micol Brusaferro