Scappa dal fratello violento da tre anni dorme in auto

di Antonio Boemo wGRADO Da oltre tre anni dorme in macchina. È proprietario di una abitazione lasciatagli dai genitori, ma a casa non ci può tornare perché, come lo stesso afferma, vi abita il fratello, "un uomo di 1 metro e 90 dotato di un'enorme forza che più volte mi ha malmenato e costretto ad andare in pronto soccorso". Parliamo di Roberto Tarlao di 55 anni dipendente stagionale della Git, impiegato delle Terme Marine con un passato di pongista di un certo livello tesserato per la Polisportiva Sakura di Grado. «Ho una casa di proprietà – dice Roberto Tarlao - dove però, dall'ottobre 2011 non vivo più perché lì c'è mio fratello (tossicodipendente da oltre venti anni) che in passato ha ricevuto condanne sempre riconducibili a comportamenti violenti e aggressivi (proprio per questo, da un po' di mesi si trova agli arresti domiciliari, ndr)». «Il Sert che lo segue da oltre 20 anni continua a sostenere che "lui è a posto"!». Il triste racconto di questo caso umano che lo stesso Roberto Tarlao ha reso pubblico postandolo su Facebook, inizia dall'ottobre del 2011 quando «dopo l'ennesima aggressione, ho deciso di uscire definitivamente da casa e di non ritornarvi per il timore alla mia incolumità». «La guardia medica - continua il racconto - mi ha diagnosticato una prognosi di dieci giorni. Chiamati i carabinieri (che mi conoscono molto bene e con i quali ho un rapporto molto cordiale) il maresciallo intervenuto mi ha detto che, visto che i giorni di prognosi erano meno di quindici, non avrebbero potuto far nulla, oltre ad ammonire mio fratello Fabio per il suo comportamento». È da allora che Roberto Tarlao dorme in macchina. «Per lavarmi e per i servizi approfitto dell'ospitalità di diversi amici». All'inizio del inizio 2012 Roberto Tarlao ha pure fatto richiesta al Tribunale di Gorizia di allontanare il fratello per poter rientrare in possesso della propria abitazione «Ma il giudice Russo del Tribunale di Gorizia ha rigettato la mia richiesta. Io ho un lavoro stagionale quindi le mie risorse economiche sono limitate». Proprio per questo da un po' di tempo dice di non pagare nemmeno il mutuo della casa col rischio concreto che di questo passo gliela portino via. Ma è dura, davvero molto dura, dover dormire in macchina dentro un sacco a pelo, specialmente con le temperature basse e l'umidità di questi giorni. Per questo si è anche rivolto al sindaco e al vice sindaco oltre che agli assistenti sociali. «È sufficiente che mi diano una semplice stanzetta, anche piccola, per dormire, non chiedo nulla di più ma per ora non ho ottenuto nulla dato che risulto proprietario di un'abitazione». Dormire in macchina porta tra l'altro ad aggravare la sua situazione sanitaria (è stato anche ricoverato all'ospedale di Gemona per una quindicina di giorni) dato che è affetto da diabete, ipertensione, retinopatia diabetica con maculopatia, linfoedema cronico ad entrambe le gambe, insufficienza renale cronica. Da quando dorme in macchina, ogni sera da tre anni a questa parte, Roberto Tarlao si sente «un uomo disperato che non sa più a chi rivolgersi per trovare un aiuto: «Ho sempre creduto di vivere in un paese ‘di diritto' dove la giustizia potesse essere una cosa ‘giusta'… ». ©RIPRODUZIONE RISERVATA