Un corso per le nuove professioni sul set

Da oltre 3 anni dorme in macchina. È proprietario di una abitazione lasciatagli dai genitori ma a casa non ci può tornare perché, come lo stesso afferma, vi abita il fratello, «un uomo di 1 metro e 90 dotato di un'enorme forza che più volte mi ha malmenato e costretto ad andare al Pronto soccorso». Lui è Roberto Tarlao, 55 anni ,dipendente stagionale della Git, impiegato delle Terme marine con un passato di pongista di un certo livello tesserato per la Polisportiva Sakura di Grado. «Ho una casa di proprietà – dice Roberto Tarlao - dove però, dall'ottobre 2011 non vivo più perché lì c'è mio fratello (tossicodipendente da oltre 20 anni) che in passato ha ricevuto condanne sempre riconducibili a comportamenti violenti e aggressivi (proprio per questo, da un po' di mesi si trova agli arresti domiciliari, ndr)». «Il Sert che lo segue da oltre 20 anni continua a sostenere che "lui è a posto"!» afferma il fratello. Lo stesso Roberto Tarlao ha reso pubblica la sua triste vicenda su Facebook. di Marco Bisiach wGORIZIA Creativi, d'accordo, ma anche con i piedi ben piantati a terra, guardando con realismo alle opportunità offerte dal mondo del lavoro. Sono gli studenti del Dams, che a Gorizia, dal prossimo anno accademico, potranno seguire un nuovo corso interateneo attivato dagli atenei di Udine e Trieste. Del corso – che dovrebbe chiamarsi "Cinema, audiovisivo, arti visive e nuovi media" - si è parlato l'altra sera alla Mediateca Ugo Casiraghi di via Bombi a Gorizia, nel corso di un incontro che ha messo a confronto docenti, studenti e professionisti del settore. Erano presenti, tra gli altri, la vice coordinatrice del corso, la docente del Dams di Udine Maria Pia Comand, il collega dell'Università di Trieste Massimiliano Spanu, l'autore e produttore Dorino Minigutti e la produttrice Antonella Perrucci. «La direzione già intrapresa dal Dams è quella di guardare sempre di più al mondo del lavoro – spiega la professoressa Comand -: abbiamo già diversi corsi professionalizzant, ma vogliamo diventare luogo di scambio tra realtà diverse». In altre parole, il Dams (Discipline d'arte, musica e spettacolo, ndr) vuol essere sempre più capace di sfornare figure in grado di rispondere alle reali necessità del mercato del lavoro nel settore del cinema, degli audiovisivi e dei nuovi media in generale. «Gli spunti e gli stimoli emersi dal confronto alla mediateca sono stati davvero tanti – dice Comand -. Il punto fermo è che la formazione offerta dall'università e dal Dams deve garantire una preparazione culturale di base, dalla quale non si può prescindere. Non possiamo immaginare ad esempio dei direttori di fotografia che non conoscano la storia dell'arte. Accanto a questo, però, c'è la necessità di preparare giovani sempre più aderenti alle reali e specifiche richieste del mercato». Ecco allora che le collaborazioni e il dialogo continuo con le realtà produttive presenti sul territorio diventa fondamentale. La produttrice Antonella Perrucci ha fatto notare ad esempio come vi sia una gran richiesta di professionalità magari meno note rispetto ai "classici" regista e produttore, come fonici o segretari di dizione. Ecco, anche su queste specializzazioni vanno indirizzati gli studenti. E che dire delle occasioni offerte dal mondo dei filmati industriali, a sua volta alla costante ricerca di professionisti del settore? Tra le idee allo studio anche da parte dei partecipanti all'incontro c'è anche quella di attivare dei seminari formativi con l'Ala (Associazione dei lavoratori dell'audiovisivo) per formare di volta in volta le figure richieste al momento dalle produzioni, in aumento, che operano sul territorio regionale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA