Lo scherzo ai muggesani porta la firma di Blasini

«Uno scherzo ben riuscito, ci sono cascati tutti. Dall'organizzazione, ai politici a tutta la comunità, come dimostrano i commenti su Facebook in "te son de Muja se...». Parla Giancarlo Blasini, presidente del Consorzio isontino giuliano delle Pro loco (noto anche come il Notaio Toio Gratariol della Cantada del Carnevale monfalconese), che non finisce mai di stupire per il suo vivace e spensierato spirito goliardico. Ha escogitato, infatti, una graffiante "vendetta" verso gli organizzatori del Carnevale di Muggia, accusati di aver scippato lo scorso anno il logo del Carnevale Isontin", dove erano raffigurate due gambe coperte da calzettoni a strisce multicolori, con scarpe da lord in vellutino viola. Una querelle rientrata quasi subito, ma che stavolta ha avuto un delizioso strascico. Blasini, infatti, ha elaborato il logo-manifesta del Carnevale di Muggia sostituendo il titolo "62° Carnevale Muggesano" con "131° Carnevale Monfalconese" e postandolo su Facebook con questo commento: «Egregio presidente Vascotto e pregiatissimo dottor Rovinelli, lo scherzo è bello finché dura poco, ora stiamo andando oltre. Quest'anno onde evitare spiacevoli sorprese, abbiamo cambiato radicalmente la grafica del Carnevale Isontino, ma con enorme stupore cosa mi ritrovo? Anche stavolta la stessa grafica scopiazzata di sana pianta da voi. Vi chiedo di provvedere immediatamente alla sostituzione di tale plagio auspicando che tali abusi non si verifichino mai più. Saluto cordialmente. Carlo Blasini». A questo punto si sono scatenati sarcastici commenti del popolo della rete preoccupati per la sfilata: «Lori vol blocar el ns carneval». La questione stava prendendo una brutta piega per cui Blasini ha pensato di correre ai ripari, inviando un post: «Sulla falsariga di quanto accaduto l'anno scorso, è stato rivolto proprio uno scherzo agli organizzatori del Carnevale. Amici che stimo per l'impegno e la cura che dedicano ogni anno all'ottima riuscita della manifestazione carnevalesca più importante della Regione. Poi le stesse vittime stando al gioco, hanno esteso lo scherzo innescando l'effetto catena. Tutto è bene ciò che finisce bene». Ciro vitiello