L'Is: «Colpiremo l'Italia con i missili»

«Missili verso il cuore dell'Europa», come vendetta per quanto patito «dai fratelli in Siria». È quanto annuncia un documento propagandistico (in foto) che l'Is sta facendo circolare su internet, contenente minacce all'Europa e all'Italia, attualmente allo studio degli apparati antiterrorismo. Nelle pagine conclusive vi si prefigura un attacco all'Europa, «una volta sconfitti i persiani iraniani (riferimento agli sciiti). «I tiranni del Maghreb islamico - si legge nel documento - saranno battuti per il 2020 e i mujaheddin tunisini, libici e di altre località si impossesseranno degli arsenali di quei dittatori, delle loro basi e dei loro razzi a lunga gittata». Quanto al nostro Paese, «se al Qaeda nel Maghreb Islamico lanciasse missili dalla costa tunisina verso l'Italia la potrebbero raggiungere». Ieri intanto tre allarmi autobomba a Bruxelles: un'altra auto sospetta, dopo quelle davanti all'ambasciata americana e al Parlamento europeo, è stata individuata davanti al Palazzo di giustizia di Bruxelles. Gli artificieri sono al lavoro sul posto, mentre sono stati evacuati alcuni degli edifici giudiziari. Il Palazzo di giustizia è stato indicato come uno degli obiettivi degli jihadisti dopo gli attentati di Parigi, ma è sottoposto da lungo tempo di frequentissimi allarmi bomba. Nella capitale belga si susseguono senza sosta i falsi allarmi dopo l'operazione che ha portato allo smantellamento di una cellula jihadista che stava preparando un attentato per colpire la polizia e forse un alto magistrato. Solo nello scorso fine settimana ce ne sono stati due: uno venerdì alla Bourse, pieno centro. Nella notte tra sabato e domenica, invece, una telefonata annunciava una bomba alla Brussels Event Brewery nel quartiere di Molenbeek "casa" degli jihadisti di Verviers. di Andrea Scutellà wROMA Si ritroveranno oggi a Roma Alexis Tsipras e Yanis Varoufakis, nel pieno del loro tour europeo anti-austerity. Il premier greco e il suo ministro delle Finanze incontreranno i loro omologhi Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan. In ballo ci sono i 40 miliardi di crediti che l'Italia vanta nei confronti della Grecia e una possibile alleanza per la crescita e gli investimenti - contro il rigore - sui tavoli dell'Unione. Il tour di Varoufakis. L'obiettivo principale del ministro delle Finanze greco - autore del programma economico di Syriza - è quello di legare il pagamento del debito di Atene (240 miliardi di euro totali) alla crescita del Paese. «La strategia giusta per Sisifo - ha dichiarato a Le Monde - è di smettere di spingere la sua roccia, non di salire in cima alla collina». Il ministro ha incassato il sì del suo equivalente francese Michel Sapin, mentre George Osborne, titolare del dicastero del Tesoro inglese, ha invitato il collega greco «ad agire in modo responsabile» ricordando che «il più grande rischio per l'economia globale» sarebbe proprio «lo stallo fra la Grecia e l'Eurozona». Wolfgang Schaeuble, ministro delle Finanze tedesco, resta invece tra i più strenui oppositori di Varoufakis. «Non accetteremo modifiche unilaterali al programma», ha fatto sapere il "falco" tedesco. Ma la resa dei conti è vicina: l'incontro tra i due è in agenda. Tsipras, da Cipro a Roma. Non incontrerà, invece, il suo omologo greco Angela Merkel: fonti anonime citate dall'agenzia Bloomberg sottolineano che il primo ministro tedesco vorrebbe evitare assolutamente il faccia a faccia con Alexis Tsipras. Il leader ellenico, nel frattempo, incassa l'appoggio di Barack Obama: «Non si può continuare a spremere paesi che sono in profonda depressione», ha detto il presidente degli Stati Uniti in un'intervista rilasciata alla Cnn. Il premier greco è reduce dalla sua prima visita internazionale che, come da tradizione, si è svolta a Cipro. Non è stata, però, una visita di routine. L'isola è divisa, de facto, in due repubbliche: una d'influenza greco-europea, l'altra riconosciuta dalla Turchia. «La questione cipriota» ha fatto sapere Tsipras «è una cartina di tornasole nelle relazioni tra Grecia e Turchia». Cipro, inoltre, ha fatto ricorso a un piano di salvataggio dell'Ue: costato un prelievo forzoso sui conti correnti dei cittadini al di sopra dei 100mila euro. Prima del crac bancario, l'isola era il paradiso fiscale degli oligarchi russi. A cui Tsipras ha lanciato un messaggio, sottolineando la necessità di lanciare un «ponte di pace tra Europa e Russia», ma ha escluso «di rivolgersi alla Russia per aiuti», come vociferato nei giorni scorsi. Nel frattempo, in Grecia, cambia il ruolo della polizia nelle manifestazioni: dopo aver rimosso le barriere disposte davanti al Parlamento il viceministro per la Protezione del cittadino Yannis Panoussis ha annunciato la fine dei tempi dell'utilizzo di armi e spray chimici durante i cortei. ©RIPRODUZIONE RISERVATA