Due spari nell'oasi verde di Park Astoria

di Giovanni Tomasin wTRIESTE Le immagini dei media americani mostrano un'area interdetta con nastri di plastica e un gruppo di poliziotti in mezzo alla neve, sullo sfondo la linea slanciata del ponte di Triborough. Il parco di Astoria non è teatro di frequenti fatti di sangue, anzi. E' una delle aree verdi più grandi di New York e sorge nel cuore di un'area molto tranquilla, l'omonimo quartiere di Astoria nel Borough del Queens. La grande piscina nelle cui vicinanze è stato ritrovato il corpo del gradiscano William Klinger è probabilmente il motivo principale per cui il parco è conosciuto in città. Niente a che vedere con la violenza che in certi momenti della storia newyorkese ha caratterizzato altri punti della metropoli. L'ultimo fatto di sangue era stato un omicidio nel 2010. Ecco perché le reazioni degli abitanti della sonnolenta Astoria sono più o meno le stesse di quelle di un paese della provincia italiana. Stupore e inquietudine per un fatto inconsueto. Sul sito d'informazione AstoriaPost (e sul loro profilo Facebook) molti cittadini hanno espresso il loro sconcerto di fronte alla notizia. Se un commentatore scrive «orribile, questo parco non è mai stato veramente sicuro», una schiera gli risponde accusandolo di non conoscere bene il posto. «Il parco di Astoria è sempre stato sicuro - afferma un utente -. Puoi passeggiarci ad ogni ora della notte senza che nessuno ti disturbi. E' circondato da una comunità piccola e ognuno è amichevole con il prossimo». Non mancano le classiche reazioni identitarie: qualcuno vede nel ricovero per "homeless" realizzato nelle vicinanze dal sindaco «socialista» De Blasio la probabile ragione dell'assassinio. Un'ipotesi che il rapido arresto del presunto assassinio Alexander Bonich ha smentito in men che non si dica. Frances Michaels scrive: «Dovreste visitare i parchi a Jamaica, Queens... Bronx... Brooklyn... E se tornate vivi, dirci quanto è sicuro il parco di Astoria. C'è una bella differenza tra le aree ad alto tasso di criminalità e gli incidenti isolati. L'assassino è un forestiero... probabilmente. Non sappiamo nemmeno se il crimine è stato commesso all'interno del parco. Dobbiamo aspettare e vedere». L'utente Mary aggiunge: «Il parco ha avuto alti e bassi in termini di sicurezza. Durante gli anni Sessanta, Settanta e Ottanta è stato molto più pericoloso di quanto non sia stato di recente. Quando calò il consumo dell'eroina, terribile ai tempi del Vietnam, e del crack, ancor peggiore negli anni Ottanta, il parco divenne un luogo abbastanza sicuro. Una generazione di pace e quiete potrebbe essere sul punto di finire ora. Parlo da astoriana di terza generazione con oltre 50 anni di vita nel quartiere». Al di là delle legittime preoccupazioni degli abitanti, però, l'assassinio dello storico gradiscano non è un segno di degrado sociale ma un autentico mistero. Almeno per il momento. ©RIPRODUZIONE RISERVATA