Il premier, l'emerito e le vignette sconce

di Marianna Bruschi wROMA «Renzi non passa alla Camera». «Renzi non si fa vedere quasi mai». «Renzi no, non verrà». Invece Renzi arriva. «Un caffè, un bicchiere d'acqua e una brioche». Ordina alla buvette con i giornalisti che subito lo circondano. Ma lui dichiarazioni non ne lascia. «Avremo sette anni per farne», dice. Scherza sulla Meloni a cui aveva offerto il caffè ma che al banco non c'è e sulla porta si ferma a salutare assessora e consigliera fiorentine per un amarcord da ex sindaco. A un soffio dal suo passaggio in Transatlantico arriva Enrico Letta. I due non si incrociano. Il premier ha la cravatta rossa come Bersani, le mani in tasca mentre insieme a Giorgio Napolitano guarda lo spoglio in tv. La cravatta rossa la indossa anche Roberto Formigoni che ha abbandonato quella arancione - ben più accesa - del giorno precedente. Seduto comodo su uno dei divanetti sembra più sereno: ora lui e gli altri Ncd possono votare Mattarella. E di rosso vestita cammina veloce il ministro dell'istruzione Stefania Giannini. Macchie rosse spuntano qua e là in tutta l'aula di Montecitorio con i quasi tutti 1008 in ascolto della voce della presidente Boldrini. Le varianti di «Mattarella» studiate per riconoscere il voto delle correnti riempiono il silenzio: S. Mattarella. Mattarella S. On. Mattarella. Etc etc. Con continui «ssshhhh» di chi vuole sentire, non perdere il conto ed essere pronto all'applauso. Saranno tre: due in anticipo e poi quello lungo quasi quattro minuti per l'acclamazione. L'applauso scatta anche quando il nome letto è quello di Razzi. Solo sorrisi per Lino Banfi e Roby Facchinetti tra i voti dispersi. Di silenzio avevano bisogno i protagonisti della dodicesima elezione dopo il continuo chiacchiericcio da Transatlantico. Con una giornata iniziata con il rumore delle rotelle dei trolley all'ingresso del palazzo. Un doppio messaggio: il presidente si farà e pure presto. In tempo per treno e volo del rientro. Girano due foto di giornata. E una vignetta. C'è la foto di Napolitano che, con un dito alzato, sembra rimproverare Monti. E quella di Razzi e Verdini immortalati da dietro con il testone bianco e il commento del capogruppo della Lega in Senato Centinaio che scherza: «Usano la stessa lacca»? E la vignetta mostrata da Calderoli a Renzi alla buvette: c'è il premier che sodomizza Berlusconi con un mattarello e la scritta «Sempre in c... la prendi». A girare su fogli e risvolti di giornale è anche l'anagramma di Sergio Mattarella «Matteo si rallegra». Un segno del destino, il commento. Come l'arcobaleno che avvolge il Quirinale nel pomeriggio. Ben più ben augurante del Tricolore strappato dal vento del giorno prima. Strappi di cielo azzurro che sono stati il buon giorno dell'ex premier e senatore Mario Monti: «Avete visto che bel cielo c'è oggi»? la contro domanda a chi chiedeva commenti su Mattarella. @mariannabruschi ©RIPRODUZIONE RISERVATA