«Dipiazza? Ma siamo noi ad aver battuto il no se pol»

di Paola Bolis Roberto Dipiazza ha opzionato una nuova candidatura a sindaco? Roberto Cosolini, che si è visto rinfacciare una città tenuta male - malissimo anzi - vuol replicare: «Non temo Dipiazza ma lo rispetto. E perciò gli direi di non esagerare con la guasconeria che l'ha reso simpatico ma può stroppiare. Dice di avere approvato il Prg? Fa sorridere, su quello ha fatto la fine del Titanic». E invece, il catalogo (di Cosolini) è questo: «Piano regolatore, Piano del traffico e del commercio dopo anni di attesa sono opera nostra. Sulla Ferriera, quando il piano Arvedi sarà a regime i cittadini potranno giudicare se saranno stati più utili i 10 anni di Dipiazza o il nostro lavoro». E malgrado il Patto di stabilità, «la bilancia penderà dalla nostra parte sugli investimenti per la ripresa economica che sono iniziati e continueranno nel 2015: infine il confronto con molti anni di "no se pol", ne sono sicuro, sarà impietoso». E la qualità della vita crollata? «Cambiati gli indicatori - ripete Cosolini - e comunque è il risultato di un arco temporale lungo». Ma poi, insomma, «ci vorranno molti mesi per vedere se davvero Dipiazza sarà il candidato» del centrodestra, e di quale centrodestra. «Per ora - butta lì il sindaco - mi pare che abbia voluto evitare di essere escluso dalla corsa, viste le parole di Sandra Savino». La deputata forzista che domenica scorsa ha risposto con un «vedremo» alla domanda su una sua possibile discesa in campo. E se il sindaco in carica stuzzica sulla partita Savino-Dipiazza, quella stessa che si giocò per le Europee, la parlamentare forzista si tiene per ora a debita distanza dal «movimentismo, legittimo», come lo definisce, dell'ex sindaco (nella cui giunta fu assessore al Bilancio). Dunque: «Non mi passa neanche per l'anticamera del cervello di candidarmi, io ho un partito di riferimento che sceglie». Due: «Qui non si tratta di Dipiazza o Roberti (candidato della Lega, ndr) o altri, occorre chiarire innanzitutto chi ha a cuore un programma politico alternativo al centrosinistra: va definito il quadro delle forze che intendono sostenere il centrodestra, non è come stare sul bus. Serve chiarezza. Legittime tutte le ambizioni, ma non posso pensare di comprare a scatola chiusa». Tre: «Mentre ho molto chiaro come intende comporre la squadra Roberti - osserva Savino - ho meno chiaro come intenda fare Dipiazza». Il quale però si è presentato con due suoi ex assessori e ne ha citati altri. «Tutte persone valide. Magari va un po' ammodernato il quadro complessivo...» chiude la deputata. E mentre dal Pd, sulla falsariga di Cosolini, i consiglieri comunali Giovanni Barbo e Marco Toncelli invitano Dipiazza a «evitare di proclamare cose false» citando «l'abbandono in cui trovammo i palazzi Biserini e Carciotti» o il Prg «su cui cadde la maggioranza», è un altro ex assessore della giunta Dipiazza (nonché ex capogruppo della Lista dell'ex sindaco), Maurizio Ferrara, oggi "civico indipendente", a fare gli «auguri a Carlo Grilli per il rientro nel gruppo di Dipiazza». Anche se le «minestre riscaldate non portano ai risultati sperati». «Grande stima per l'ex sindaco, ma ritengo, pur non essendo più casa mia, che il centrodestra debba rinnovarsi e guardare avanti mettendo da parte il passato». Infine, un po' di zizzania: «Penso che Savino possa essere il candidato ideale per sfidare Cosolini». ©RIPRODUZIONE RISERVATA