Berlusconi furioso Forza Italia si spacca Ncd perde pezzi

di Gabriele Rizzardi wROMA L'elezione di Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica polverizza Forza Italia, divide il Nuovo centrodestra e mette a durissima prova il percorso delle riforme e la tenuta del patto del Nazareno. I danni maggiori, però, riguardano il partito del Cavaliere. L'elezione del successore di Giorgio Napolitano, che doveva essere il culmine della riabilitazione politica di Berlusconi, alla fine si trasforma in una lacerante sconfitta che si porta dietro macerie su cui sarà difficile ricostruire il partito. Il leader di Forza Italia si ritrova con un pugno di mosche in mano e un Raffaele Fitto, sempre più sulle barricate, che nega di aver guidato la pattuglia dei "franchi soccorritori" (circa 40) che hanno scritto il nome di Mattarella sulla scheda. «Abbiamo votato scheda bianca, non abbiamo bisogno di fare operazioni sottobanco e di nasconderci» assicura Fitto, che chiede a Berlusconi non solo la testa di Verdini ma «l'azzeramento» di tutto il gruppo dirigente. Come se non bastasse, i fedelissimi dell'ex premier non credono più alle sue capacità politiche ed anche Verdini, che in questi giorni ha tenuto quotidiani contatti con Renzi e la Boschi e che ieri è stato accusato di aver garantito a Renzi almeno una trentina di voti, ne esce disintegrato. Ad attaccarlo è la senatrice Anna Maria Rossi, che mette nel conto pure Gianni Letta e se la prende con il «duo tragico che ha trattato con Matteo Renzi e ha fatto disastri...». Ce n'è quanto basta per immaginare che le prossime settimane saranno di "passione"per Silvio Berlusconi, che è rimasto scottato dal doppio "tradimento", di Renzi e di Alfano. Ma ad uscirne piuttosto malconcio è anche l'Ncd, che è rimasto schiacciato dalla "tenaglia" della scheda bianca ed è riuscito a rientrare in partita grazie all'assist di Renzi, che ha chiesto a tutti di «condividere» la scelta su Mattarella. L'operazione, però, non è avvenuta a costo zero. Il cambio di rotta e la scelta di convergere sul giudice costituzionale non è piaciuta a Maurizio Sacconi, che si è dimesso da capogruppo di Ap al Senato, e a Barbara Saltamartini, che si è dimessa da portavoce del partito. Riserve e malumori sono stati espressi anche da Nunzia De Girolamo, che starebbe valutando l'ipotesi di lasciare il suo incarico di capogruppo alla Camera mentre Roberto Formigoni e Carlo Giovanardi chiedono ad Alfano una verifica di governo «perché i rapporti con questo esecutivo non vanno bene». Il patto del Nazareno è ancora valido? «Faremo le riforme, continueremo a farle. Anche se con un clima diverso» risponde un prudentissimo Giovanni Toti. Per il "falco" Renato Brunetta, invece, il Patto è stato rotto e «nulla sarà più come prima». Al coro si aggiunge anche Maurizio Gasparri: «Ora saremo diffidenti». In Forza Italia, insomma, volano gli stracci e per Berlusconi sarà difficile riuscire a sedare gli animi. Sulle riforme, però, il governo tira dritto e ostenta sicurezza. «Siamo tranquilli e sereni. Si dovrà lavorare per ricucire il percorso delle riforme e della legge elettorale. Andiamo avanti e mi auguro che il percorso continui con Fi». A non avere particolari preoccupazioni è anche Lorenzo Guerini. «L'elezione di Mattarella non avrà conseguenze sulle riforme e non porta nessun livido per la maggioranza» assicura il vicepresidente del Pd, che difende il patto del Nazareno: «È un accordo che ci ha consentito di far marciare il Paese sul binario delle riforme. Credo sia giusto che questo spirito vada mantenuto». ©RIPRODUZIONE RISERVATA