Renzi difende Rizzetto. E lo incontra

di Roberto Urizio wTRIESTE «Aggredire un deputato per le sue idee è la cosa più squallida che esista. Non ci abituiamo a quello che è successo». Matteo Renzi esprime solidarietà a Walter Rizzetto, il deputato friulano uscito dal M5S e per questo oggetto di una contestazione aggressiva mentre si recava dallo stesso premier, nell'ambito delle consultazioni per il Colle. «Il M5S dovrebbe prendere le distanze dall'aggressione inqualificabile al proprio ex parlamentare» afferma durante l'assemblea dei deputati del Pd. Ma non basta. Renzi, più tardi, si reca alla Camera e rimedia all'appuntamento saltato causa militanti infuriati: incontra infatti proprio Rizzetto, assieme ad altri due fuoriusciti Mara Mucci e Marco Baldassarre, e lo fa assieme a Debora Serracchiani. La vicesegretaria del Pd che, subito, aveva telefonato al deputato friulano, stigmatizzando l'accaduto. Pronta la replica grillina, tramite Carla Ruocco, esponente del "direttorio": «Renzi ci chiede di prendere le distanze dall'aggressione? Avrei voluto che proprio Renzi o la Boldrini avessero preso le distanze quando una nostra collega è stata malmenata in aula mentre loro regalavano 7,5 miliardi alle banche». Quanto a Rizzetto e agli altri fuoriusciti, aggiunge Ruocco, «sono persone che hanno tradito una causa, senza se e senza ma». Ma solidarietà a Rizzetto arriva da diversi partiti. La deputata e coordinatrice forzista del Friuli Venezia Giulia, Sandra Savino, parla di «contestazione inaccettabile da parte di esponenti del suo ex partito. Un'aggressione poco "gandhiana", nonostante i 5 Stelle dichiarino di ispirarsi all'esperienza non violenta del leader dell'indipendenza indiana. Non entro nel merito politico della vicenda, conoscendo però ed apprezzando l'impegno profuso da Walter Rizzetto e da Aris Prodani, potrò contare su due rappresentanti disponibili a collaborare per contribuire a risolvere i problemi che attanagliano il territorio regionale». «Piena solidarietà per la squallida aggressione» arriva anche da Gian Luigi Gigli e Lorenzo Dellai(Per l'Italia-Centro Democratico). Aris Prodani, il deputato triestino che ha abbandonato il Movimento 5 Stelle, non era presente al Nazareno quando Rizzetto è stato insultato e inseguito: «Erano da mettere in preventivo gli insulti. Ma essere accerchiati è una cosa diversa» afferma sottolineando però di aver registrato «molta più solidarietà di quanto mi aspettassi. Ho ricevuto mail, sms, whatsapp e messaggi su Facebook di persone che appoggiano questa scelta che è stata difficile e che immaginavo fosse complicata da far capire. Evidentemente il lavoro svolto ha pagato, anche se ora sicuramente la strada sarà particolarmente in salita». Prodani ribadisce che continuerà a portare avanti il lavoro svolto nel Movimento 5 Stelle (compresa la restituzione di parte dello stipendio come fatto finora): «L'impegno resta lo stesso da parte mia e di Walter Rizzetto. Gli uffici della Camera ci dicono che mai tanta documentazione è stata presentata sul Friuli Venezia Giulia e intendiamo continuare su questa strada. Noi non siamo cambiati». E che ne sarà del Movimento che si trova senza parlamentari regionali a Roma? «Sinceramente non lo so» sostiene Prodani che non ha certo gradito il duro comunicato uscito ieri dai portavoce del Fvg: «Ho letto toni fuori luogo. Nessuno si è venduto l'anima e già nelle assemblee di dicembre e gennaio avevo espresso le mie difficoltà, soprattutto dopo la vicenda dell'emendamento sul porto. Nessuno aveva avuto nulla di ridire». ©RIPRODUZIONE RISERVATA