Electrolux, segni di ripresa: «L'Italia torna a crescere»

di Massimo Greco wTRIESTE Keith McLoughlin, leader di Electrolux, è soddisfatto: «Il 2014 è stato un buon anno», ha commentato ieri quando sono stati diffusi i dati del quarto trimestre e quelli complessivi dell'esercizio. E anche la prospettiva relativa al 2015 è incanalata su favorevoli auspici, tanto che lo stesso McLoughlin ritiene il gruppo «ben posizionato per proseguire una crescita redditizia». Il perfezionamento dell'acquisto di Ge Appliances contribuirà - secondo il manager della multinazionale svedese - a rendere Electrolux la migliore azienda mondiale in campo elettrodomestico. Le cifre finali del 2014, corroborate da un quarto trimestre positivo, propongono, in corone svedesi orientativamente convertite in euro, questo quadro d'insieme raffrontato all'anno precedente: il fatturato è cresciuto del 3% a 112,1 miliardi di corone (circa 12 miliardi di euro); l'utile operativo è migliorato del 18% a 4,7 miliardi di corone (oltre 500 milioni di euro); l'utile è salito del 15% a 3,2 miliardi di corone (circa 350 milioni di euro). La nota aziendale riporta infine il flusso di cassa che è ammontato a 6,6 miliardi di corone svedesi (oltre 670 milioni di euro) con un incremento esponenziale del 175% rispetto al 2013: un dato questo esplicitamente sottolineato da McLoughlin. Il consiglio di amministrazione ha proposto un dividendo di 6,50 corone svedese per azione (circa 70 centesimi reso in euro), lo stesso del 2013. Sostanzialmente in linea con la tendenza emersa nel terzo trimestre, il buon andamento della multinazionale svedese è il frutto - come lo stesso amministratore delegato rileva - del «risanamento operativo» in alcune aree geoeconomiche chiave: Europa, Anerica Latina, Asia-Pacifico. In particolare, la domanda di elettrodomestici nel Vecchio Continente è aumentata del 2%, con una migliore risposta nella parte occidentale che in quella orientale. Penisola Iberica, Benelux, Germania, Gran Bretagna e - finalmente - Italia si sono rivelate le realtà più reattive, mentre più deboli sono apparsi i mercati francesi e scandinavi. Risparmi ed efficienza produttiva hanno aiutato la ripresa nell'area europea. Electrolux stima per il 2015 che l'Europa lieviti tra l'1 e il 2%, nonostante le incertezze relative alla Russia. Tra l'altro la situazione dei quattri stabilimenti italiani del gruppo (Porcia, Susegana, Solaro, Forlì) dovrebbe essere esaminata a febbraio in una "plenaria" (azienda, sindacati, istituzioni) al ministero dello Sviluppo Economico, appuntamento rimandato fin da novembre per esaminare il risultato dell'accordo raggiunto nel maggio 2014. ©RIPRODUZIONE RISERVATA