Nativi digitali in bilico fra consumi e nuovi media

"Facebook Generation: i nativi digitali tra linguaggi del consumo, mondi di marca e nuovi media" è il libro di grande attualità uscito per Eut, Edizioni dell'Università di Trieste. Il volume realizzato da Gabriele Qualizza, dottore di ricerca all'ateneo giuliano, è di assoluto interesse per i tempi in corso dove si parla sempre più dei social media, dei quali Facebook è considerato il padre di tutti. Il volume, edito nella collana in/Tigor, effettua al suo interno un'analisi dei profili di consumo e delle strategie comunicative dei giovani digitali mettendone in luce percorsi originali non riconducibili a schematiche definizioni. La forza dei numeri, unita all'accresciuto potere conferito dalle nuove tecnologie, mette i nativi digitali in grado di esercitare un considerevole influsso sugli stili di vita e sui modelli di consumo, oltre che sulle strategie di comunicazione adottate dalle imprese. Sintonizzarsi con questo immenso pubblico, comprenderne le istanze e le caratteristiche è di vitale importanza per numerose discipline, dal marketing alla sociologia dei consumi, passando per gli studi riguardanti i media. I risultati presentati nel volume sono figli di una ricerca, il cui questionario è stato somministrato tra maggio e giugno del 2011 a un campione di 514 soggetti di età compresa tra i 15 e i 24 anni, residenti nella città di Trieste e nel territorio del Friuli Venezia Giulia. Si tratta di un ambito circoscritto dal punto di vista geografico, ma che presenta interessanti peculiarità: secondo i dati Audiweb pubblicati a maggio del 2011, il Friuli Venezia Giulia è la regione in Italia con la maggiore quota di utenti attivi sul web nella giornata media in rapporto alla popolazione complessiva. Nella fascia d'età compresa tra 2 e 74 anni, pari a 934 mila persone, si registrano 277 mila utenti attivi (29,7% della popolazione): tale percentuale è di gran lunga superiore a quella registrata in Lombardia (26,7%) e in Piemonte-Valle d'Aosta (26,0%), mentre la media nazionale è del 23,4%. Come afferma l'autore Gabriele Qualizza "online e offline sono due mondi all'interno di un'unica esperienza, e spesso si fa l'errore di vedere quella dei social come una vita a sé stante. I social network, e in particolar modo Facebook, servono a consolidare relazioni che uno già ha piuttosto che un modo per fuggire dalla realtà - e conclude poi - la tecnologia è il mezzo, le persone non sono condizionate da essa, mentre il ruolo dell'utente rimane centrale". In conclusione, mondo online e mondo offline, old media e new media non vanno gestiti come sfere distinte e separate, ma come articolazioni di un unico spazio di esperienza nel quale sono le opportunità di incontro e di relazione con i propri pari ad assumere per i giovani un'importanza decisiva, e non invece le tecnologie. Il volume "Facebook Generation: i nativi digitali tra linguaggi del consumo, mondi di marca e nuovi media" è scaricabile gratuitamente in formato pdf dall'archivio digitale OpenstarTs dell'Università degli Studi di Trieste. Marina Coricciati