La casa del nobile ascensore

Alla conclusione dell'imbuto del triangolo della piazza Vittoria a Gorizia, sulla sinistra, un bell'edificio attrae l'attenzione, per l'eleganza della facciata in stile classicamente eclettico, in forte contrasto con il condominio giallo polenta di fronte, realizzato dall'architetto Cuzzi negli anni Trenta. Si tratta del palazzo della famiglia de Nordis, giunta a Gorizia nella seconda metà dell'Ottocento con Antonio de Nordis, notaio, nato a Vicenza nel 1838 e deceduto a Gorizia nel 1899. Racconta Giorgio Geromet in "Nobiltà della Contea", edizioni della Laguna 1999, che il de Nordis sposò la sorella di Oddone Lenassi, Lydia, fecondo per la nascita di due figlie, Eleonora e Lydia, la quale Lydia, sposata con il conte Ferdinando Hornik, diede alla luce Lyduska de Nordis, nota a Gorizia per aver trascorso metà della vita in Africa, e l'altra metà nella villa sul confine con l'ex Jugoslavia in via degli Scogli, dove dimorava assistita da un fedele servo di colore e, alla sua morte, sepolta nella tomba di famiglia al santuario di Monte Santo. Il palazzo di piazza Vittoria, si trova proprio in un punto dove cambia l'andamento stradale, particolarità geometrica che costrinse il progettista a realizzare il tratto centrale della facciata, leggermente emergente rispetto le ali laterali, in modo asimmetrico, percepibile contando le finestre, che sono tre sul lato destro e due su quello sinistro. L'edificio si presenta elegante, con i parapetti del primo piano ornati da satiri ghignanti e un bel portale d'ingresso, in legno intagliato con rosoni, incorniciato ai lati da paraste ornate da teste di leone, simbolo della casata de Nordis. Al di sopra, un bel terrazzo in pietra di Aurisina, delicatamente scolpita, e la statua di un giovinetto in nicchia tra le porte finestre, adeguatamente ornato da fiorami a celare le parti "delicate". Al primo piano abitava la contessa Eleonora de Nordis, vedova Balbi-Valier e poi nuovamente vedova Dolfin-Bolchi, la quale, nata a Gorizia nel 1880, ereditò il palazzo nel 1959, facendovi realizzare, tra i primi in città, un ascensore privato e munito di chiave che portava al suo appartamento, strettissimo ma sufficiente per contenere la contessa e per collocarla una spanna più in alto rispetto i comuni mortali, che le scale continuavano a farle scomodamente a piedi. Poi, come raccontava il rimpianto Giovanni Filli, colto e allegro gestore della trattoria all'Università, al numero 27 della piazza, in occasione del funerale della nobildonna, gli eredi si riunirono nel suo locale per commemorare la defunta e, in quell'occasione, ebbe così modo di strappare a un prezzo vantaggioso l'immobile, al quale erano poco interessati i discendenti che in tutt'altre parti d'Italia risiedevano. L'edifico venne poi ristrutturato una ventina d'anni fa, con progetto dell'architetto Luigi Morena, che mise un ascensore più largo al posto di quello stretto della contessa, restaurando comunque la bella facciata, che ancora oggi si conserva degnamente. Alla famiglia de Nordis appartenva pure lo scomparso complesso dei mulini di Salcano, dove oggi c'è la struttura per kajak, e, ad un ramo collaterale, il quattrocentesco palazzo de Nordis in piazza Duomo a Cividale del Friuli, oggi sede museale della Soprintendenza per i Beni Storico Artistici del Friuli Venezia Giulia, guidata da Luca Caburlotto. Diego Kuzmin