L'«extraterrestre» di 24 anni che punta a fare il capo dello Stato

di Giovanni Vale wZAGABRIA Il cucchiaino sbatte contro il bordo della tazzina e scioglie il miele sul fondo. Nel fumoso sotterraneo del café "Zrin", Ivan Sin›i„ beve un tè caldo. Il "candidato anarchico alla presidenza" - come lo definisce il primo quotidiano croato, Jutarnji List - è in realtà un ragazzo pensieroso e schivo. «Sono piuttosto stanco in questi giorni», si lamenta abbozzando un sorriso. Da quando è iniziata la campagna elettorale, la vita di questo studente di 24 anni è stravolta. Niente più tempo per coltivare le patate dolci nel terreno lasciatogli dal nonno o per frequentare i corsi alla facoltà di ingegneria: dal 9 dicembre Ivan è un politico a tempo pieno. «Mi sono presentato alle elezioni perché altrimenti nessun altro lo avrebbe fatto all'interno del movimento. Sono l'unica speranza di cambiamento per questo Paese», afferma il più giovane aspirante capo di Stato della storia della Croazia. Capelli lunghi e barba incolta, Ivan è arrivato a Zagabria all'età di 18 anni, dopo un'infanzia passata a Karlovac, a mezz'ora dalla capitale. «Da piccolo, ero un bambino molto dotato, ho sempre avuto degli ottimi voti a scuola», racconta con una certa fierezza. I suoi genitori, lei economista, lui ingegnere, vivono ancora nella casa di famiglia con gli altri tre fratelli e seguono con attenzione le avventure politiche del figlio. «Fanno ovviamente il tifo per me, anche se mio padre, che è impiegato al ministero delle Finanze, ha paura di perdere il suo lavoro per causa mia», scherza il giovane candidato. Politicamente parlando, Ivan è in effetti agli antipodi non solo dell'attuale governo socialdemocratico, ma di tutto l'establishment che guida il Paese da vent'anni. «Mi sono sempre considerato come un extraterrestre nella società croata», afferma, lo sguardo fisso sul tè fumante. L'attivismo civico di Ivan comincia ufficialmente nel marzo 2012, quando crea, assieme all'amico e coetaneo Ivan Pernar, l'organizzazione non governativa "Živi zid" ("lo scudo umano"), con l'obiettivo di aiutare tutte le persone che rischiano uno sfratto per morosità. Una sorta di pronto soccorso sociale: prima che la polizia abbia il tempo di buttar fuori il locatario, i membri di Živi zid si siedono davanti all'ingresso dell'abitazione, bloccandone l'accesso. «È come una partita di scacchi - spiega il fondatore dell'Ong - esiste un protocollo preciso che disciplina le espulsioni e noi controlliamo che tutti i punti siano rispettati. Se c'è un solo errore, lo sfratto è annullato». Con la loro presenza, inoltre, gli attivisti si assicurano anche che la polizia non commetta violenze: ogni azione viene infatti filmata e pubblicata su youtube. Negli ultimi due anni, Ivan ha assistito a 22 interventi ed è stato arrestato cinque volte per resistenza passiva a pubblico ufficiale, un reato minore che equivale a 200 kune di multa (circa 30 euro). «Oggi i politici prima vengono eletti e dopo qualche anno vengono arrestati, io perlomeno ho fatto il percorso inverso!», esclama. Da candidato presidente, Ivan può ora illustrare alla stampa il suo programma: fermare gli sfratti così come la confisca degli immobili per debiti, restituire ai cittadini quei beni pubblici privatizzati con poca trasparenza negli anni Novanta e infine, ridare alla Croazia la sua sovranità monetaria. «Non sono contrario all'Unione europea, ma voglio che sia riformata: non mi interessa un'unione di banchieri», conclude lo studente-militante. Secondo l'ultimo sondaggio, pubblicato sabato dallo Jutarnji List, se si votasse ora, Ivan Sin›i„ otterrebbe circa il 10% dei voti, arrivando terzo davanti a Milan Kujundži„ (destra). Un risultato più che positivo per l'Ong, ma che potrebbe anche rivelarsi migliore. «Con un'alta affluenza - spera Ivan - potremmo anche arrivare secondi». E in quel caso, al secondo turno, la Croazia potrebbe scegliersi uno studente come presidente. ©RIPRODUZIONE RISERVATA