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Cristallizzare l'istante, essere in grado di catturare quell'unico momento in cui tutto si illumina, concentrarsi su questi cieli alti che caratterizzano il paesaggio e ampliano l'orizzonte in tutti i sensi, di una bellezza talmente perfetta da sembrare irreale. Le opere recenti di Franco Dugo, che da sabato (inaugurazione alle 18) si potranno ammirare alla galleria "La Fortezza" di Gradisca, traggono la loro forza proprio dalla capacità e dall'istinto dell'artista, di fissare sulla tela e sulla carta l'attimo perfetto di un tramonto, il bagliore inaspettato di un cielo estivo, la semplicità disarmante, eppure sempre incantevole, delle colline circostanti. Sono un omaggio al nostro territorio, inteso nel senso più ampio del termine, questi nuovi pastelli dalle dimensioni piuttosto importanti, che si differenziano dalla produzione precedente principalmente per la scelta del soggetto. Nella quasi totalità delle opere il tema è l'acqua, inconsueto per un'artista come Dugo, più incline ad un altro genere di veduta. Ma in questo particolare frangente, il suo sguardo si perde letteralmente altrove, tra i flutti dell'Isonzo a lui più quotidiano, quello che costeggia la strada della Mainizza, ben conosciuto al punto che riprenderlo nei suoi pastelli sembrava una cosa talmente naturale da non poter prescindere dal riprodurlo, o lungo le coste rocciose che arrivano fino a Trieste e oltre, dove, a volte, il mare si confonde con il cielo e sconfina nell'infinito. Delle trasparenze dell'acqua Dugo non si preoccupa, il pastello puro e morbido non concede grandi margini per velature e limpidezze, è invece nel riprodurre la gamma cromatica e l'atmosfera che invece concentra la sua attenzione e il risultato è davvero ammirevole, a tal punto da farci desiderare di essere proprio lì, in quel preciso istante. Accanto ai pastelli di recentissima realizzazione, la mostra propone anche una sezione con alcune incisioni, tratte dai sui cicli più conosciuti, partendo dalla fine degli anni '80 con "Les liaisons dangereuses", alla sempre interessante serie delle "Identificazioni", all'iconografia dei boxeurs, mirabile ciclo di grande ricchezza di tratti e carattere, per arrivare agli intensi ritratti di Picasso, Pasolini e un inedito dedicato a Leonardo Sciascia. La mostra resterà aperta fino all'11 gennaio, da giovedì a sabato dalle 17 alle 19.30, domenica dalle 10.30alle 12.30 e dalle 17 alle 19.30. Per informazioni: www.gradiscarte.it. Cristina Feresin