«Gorizia? Vale più di una sosta»

"Se possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti (Rm, 12,18). La responsabilità verso la pace" sarà il tema dell'incontro che l'arcivescovo di Gorizia monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli guiderà quest'oggi, dalle ore 11, nella sala "Pietro Cocolin" del Liceo "Paolino d'Aquileia" in corso Verdi 4 a Gorizia. A tale appuntamento sono invitati ed attesi gli amministratori pubblici che operano e rappresentano, nelle diverse istituzioni a livello locale e nazionale, il territorio dell'arcidiocesi. Sarà l'occasione per una reciproca riflessione sui problemi più urgenti del territorio e per lo scambio degli auguri di Natale. Non è escluso che possa essere trattata anche la problematica dell'immigrazione e dell'accoglienza vista l''emergenza-profughi che ha colpito il nostro territorio. «È l'archetipo del classico castello che probabilmente tutti noi abbiamo provato a disegnare almeno una volta nella vita». Parte da Borgo Castello il viaggio alla scoperta di Gorizia della nuovissima guida Lonely Planet dedicata al Fvg. Alla sezione "Gorizia, il Collio e l'Isonzo" sono dedicate 19 pagine. A queste se ne devono poi aggiungere altre 9 dedicate a Grado, alla Laguna e alle riserve naturali dell'Isonzo, oltre a quelle miste in cui l'autore Luigi Farrauto racconta in maniera generale la storia, l'arte e la letteratura, l'enogastronomia e l'ambiente della regione. Viaggiare in un territorio noto con gli occhi altrui aiuta a capire meglio sé stessi. Anche se per spostarsi in un paesaggio familiare non ci sarebbe alcun bisogno di una guida, la curiosità di scoprire come siamo visti da chi viene da fuori spinge comunque a sfogliare il volume. A Gorizia sono dedicate sei pagine. "Città di frontiera dai tratti asburgici. Gorizia merita molto più di una breve sosta", si legge. L'atmosfera mitteleuropea emerge subito da una visita in piazza Vittoria: "Sedetevi a un bar e ascoltate il vociare delle persone: oltre al friulano, orgoglio della regione, sentirete parlare lo sloveno – il trilinguismo regna sovrano in tutti i locali e gli uffici pubblici", scrive Farrauto che, insieme a piazza Vittoria, raccomanda in particolar modo piazza della Transalpina (a cui è dedicato un approfondimento, come anche alla Rosa di Gorizia). L'autore sembra essere stato colpito dall'autenticità e dal rispetto della tradizione culinaria locale. Uscendo da Gorizia, il Collio viene definito come un "un piccolo scrigno di bellezza incontaminata" da visitare "per una sola e unica ragione: stare bene", magari da scoprire in sella a una Vespa gialla. Nel territorio collinare isontino, accanto a Cormons, Capriva, Dolegna e San Floriano compare anche un intruso friulano: Manzano. I territori dell'Isonzo e del Carso sono inevitabilmente caratterizzati dalla Grande guerra e a rappresentarli ci sono Gradisca, Fogliano Redipuglia, San Martino e San Michele del Carso. Un focus particolare è dedicato al percorso storico del Brestovec; un altro, al poeta-soldato Ungaretti. Prima guerra mondiale protagonista anche a Monfalcone dove però l'autore non lesina un'entrata a gamba tesa sulla città il cui paesaggio è "dominato dall'industria". "Cantieri navali, centrali idroelettriche, capannoni, filande e cotonifici romperanno un po' l'idillio friulano e giuliano a cui sarete ormai abituati", premette aggiungendo infine: "Monfalcone non è il fiore all'occhiello della regione, ma è qui che ha sede uno dei più importanti parchi a tema". Come dire: salvataggio in corner. Stefano Bizzi