Tra Italia e Slovenia saltano tutte le barriere del gusto

di Furio Baldassi Così vicini, così complementari, così validi, in un mondo globale che ormai cerca eccellenze nelle location più disparate. Se c'è una cosa che è cambiata profondamente, dopo la caduta delle frontiere, è la scoperta di quanto simili siano nazioni per anni separate solo da muri ideologici. Ma l'erba del vicino non solo non è più verde ma spesso è uguale. Ecco dunque arrivare l'apprezzabile iniziativa dell'"Enjoy Tour", col suo sottotitolo "Buon appetito sulle strade del gusto transfrontaliere". Nei fatti si tratta di un progetto finanziato dal programma per la Cooperazione transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013 dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali. Un'idea nata all'interno di Informest, presieduta dall'ex assessore regionale Enrico Bertossi. Una specie di tour dell'anno zero che dimostra come sia possibile, in pochi giorni, operare una cavalcata dentro e fuori l'ex confine, scoprendo cantine di valore assoluto, agriturismi luccicanti, ristoranti da urlo, vestigie storiche sorprendenti. Con Ciceroni di eccezione come Francesca e Giorgio di Exist è stato dunque possibile scoprire come nell'arco di un mezzo weekend si possa saltare dal monumentale Castello di Spessa, dove dormì persino Casanova, mentre la cantina andrebbe tutelata dall'Unesco, grazie all'impegno di Gianni Menotti, alla rilassante Enoteca di Cormons, showroom naturale di 33 produttori vinicoli della zona, per poi passare dall'Abbazia di Rosazzo, dove Elda Felluga, figlia di Livio Felluga, da Isola d'Istria, centenario patron dell'azienda vinicola, spiega la magia del posto e infine arrivare nelle propaggini del Carso triestino, nella stessa giornata. I formaggi di Dario Zidarich, vera autorità sull'argomento, a partire dal famoso "jamar" aprono al meglio l'appetito prima di lanciarsi nei gironi danteschi di Edi Kante, tre piani sotterranei di cantine che ti portano a meno 20 metri, con vini eccezionali e cucina assolutamente, totalmente sorprendente. Il Friuli Venezia Giulia, recentemente lodato da Lonely Planet, fa la sua bella figura. E la Slovenia? Non è da meno. Dopo una notte di riflessione sarete pronti per affrontare quell'elegante showroom delle Valli del Vipacco che è il "Faladur" di Aidussina, che contempla praticamente tutti i vini e i prodotti locali, confetture, miele e succhi di frutta compresi. E poi, volete mettere la meraviglia di salire in quota, dove gli alberi sono già ghiacciati, e ridiscendere per una strada tutta curve fino a Idria? L'ex capitale del mercurio ha frecce al suo arco. A partire dall'Apiario urbano, votato alla cultura del raccolto del miele per poi andare avanti in bellezza all' Hotel Kendov Dvorec, attivo dal 1377, col cuoco che lavora a vista e ti prepara i sontuosi slikrofj, ravioli ripieni di patate e "frizze". Finito? Macchè. Belica, nel cuore del Brda, a Medana, apre cantine e soprattutto salumi straordinari, Sirk chiude la serata (ne riferiamo a parte) e poi Aquileia saluta la compagnia, il giorno seguente, con la potenza dei suoi mosaici, molti, lo confessiamo, sconosciuti e la colazione in un altro dei punti di forza vinicoli, Ca' Vescovo, penisola di Cà Bolani dei Zonin. Insomma, quasi un mondo in timelapse, nell'arco di poche decine di chilometri. E un "pacchetto" non solo percorribile ma auspicabile. ©RIPRODUZIONE RISERVATA