Pazienti affetti da Sla in difficoltà con certi verbi

Secondo molti scienziati il fatto che i pazienti affetti da Sla (oltre ai gravi disturbi motori) mostrino evidenti e maggiori difficoltà linguistiche con i verbi che descrivono azioni rispetto ai nomi degli oggetti, dipende dal loro deficit motorio. L'idea è che il sistema motorio abbia un ruolo nella codifica semantica di queste parole. Un nuovo studio a cui ha partecipato anche la Sissa mette alla prova quest'ipotesi e suggerisce un ruolo importante per la "funzione esecutiva". La Sclerosi Laterale Amiotrofica è una malattia molto grave che colpisce principalmente il sistema motorio. Al centro dell'attenzione pubblica negli ultimi mesi grazie a una campagna virale, la Sla porta a una progressiva paralisi che causa la morte. Uno dei sintomi meno noti della malattia sono i deficit cognitivi, che possono arrivare fino a delle vere demenze. Uno di questi deficit è la difficolta selettiva nel comprendere e usare i verbi che descrivono le azioni, che per questi pazienti risultano molto più ostici dei nomi degli oggetti. Gli scienziati hanno ipotizzato che la difficoltà con questa classe di vocaboli dipenda dal danno al sistema motorio, che influenzerebbe la codifica semantica di queste parole. Un nuovo studio però non trova dati a sostegno di questa ipotesi. «La nostra idea è stata di confrontare la prestazione dei pazienti Sla, e di soggetti sani, per i verbi riferiti ad azioni non con quella per nomi di oggetti qualsiasi, ma di oggetti che implicano la stessa azione dei verbi utilizzati nei test (es: "lavarsi i denti" e "spazzolino"), e questo non era stato fatto prima», spiega Liuba Papeo, neuroscienziata del Cimec di Trento e prima autrice della pubblicazione, che ha iniziato la ricerca alla Sissa durante il suo dottorato. «Gli studi precedenti avevano infatti usato verbi e oggetti completamente scorrelati». Se infatti il problema con i verbi deriva dal deterioramento del sistema motorio, allora nei test si dovrebbero osservare difficoltà anche per i nomi di oggetti che implicano l'azione. «Nei nostri test abbiamo trovato il vantaggio nell'elaborazione dei nomi rispetto ai verbi. Questo ci fa pensare che i deficit motori e la difficoltà con i verbi sono due aspetti distinti, non vi è cioè una relazione causale diretta del primo sul secondo», racconta Raffaella Rumiati, che ha coordinato la ricerca. Che cosa causa allora il deficit linguistico? «Questo tipo di difficoltà non è probabilmente specifica dei pazienti Sla. I nostri test e risultati mostrano che c'è un collegamento con la "funzione esecutiva" che è proprio la funzione cognitiva che fa i conti, tra le altre cose, con la difficoltà dei compiti».