Gran premio Noè all'Expo 2015

GRADISCA Dopo lo spumante "Emopoli", anche il Noè sarà presente all'Expo 2015. A ufficializzare la ribalta internazionale per la manifestazione dedicata alle eccellenze vinicole del Friuli Venezia Giulia è stata Paola Coccolo, direttrice della promozione Ersa, nel corso della "fase 2" del Gran Premio Noè dedicata agli orange wine. Gli orange wine, come li chiamano negli Usa, sono vini bianchi vinificati in rosso che alcuni chiamano "macerati". Non tutti questi vini sono, in verità, color arancione, alcuni sono ramati, altri hanno tonalità dorate o ambrate. Il Gran Premio Noè, nato nel 1965 a Gradisca d'Isonzo, ha voluto affrontare sabato un tema d'attualità nel mondo del vino. Infatti, questo metodo è stato applicato, circa trent'anni fa, da alcuni viticoltori: Gravner, Kante e Radikon. Successivamente anche altri produttori di Oslavia, Gorizia e San Floriano, come pure del Carso, producono vini con macerazione prolungata sulle bucce. Da alcuni anni si organizzano dei festival dedicati agli "orange wine" a Isola d'Istria e a Vienna. Ma Friuli Venezia Giulia e Isontino, in particolare, sono la madrepatria di questi vini. Perciò se n'è discusso, nell'ambito del Noè. in un talk show condotto da Stefano Cosma. Un viaggio in Georgia, narrato da Gigi Brozzoni della guida "I vini di Veronelli", ha aperto il confronto. Egon Berger ha raccontato del fenomeno dei vini macerati nella Mitteleuropa, con più di 80 produttori che hanno partecipato al Festival di Vienna. Interventi intervallati dall'esecuzione di tre brani presentati da Andrea Rucli e scelti degustando altrettante interpretazioni "orange" di Ribolla gialla. Il tema è stato affrontato, quindi, attraverso gli altri sensi. Dalla sala interventi del ristoratore Josko Sirk, dell'enologo Natale Favretto, del produttore Stanko Radikon. (l.m.)