Generali, a Londra focus sull'Europa

di Piercarlo Fiumanò wTRIESTE Periodo intenso per il numero uno di Generali Mario Greco. Dopo un weekend a Istanbul per uno degli incontri annuali con le prime linee dei manager sui vari mercati, il Ceo volerà a Londra per l'Investor Day, l'appuntamento clou con i mercati finanziari in programma mercoledì. Greco si presenterà nella City con tutto lo stato maggiore: al suo fianco Alberto Minali, capo della finanza, e Philippe Donnet, il francese che sta riorganizzando con un unico marchio le Generali in Italia (oltre ad Alleanza e Genertel) dando vita a un gruppo assicurativo leader con 19,6 miliardi di premi. A Londra ci saranno anche i responsabili di tre aree chiave per la crescita del gruppo: Dieter Meister (Germania), Eric Lombard (Francia) e Luciano Cirinà (Est Europa, Ppf Holding). Concluso il processo di rafforzamento del capitale e senza ricorrere ai soldi degli azionisti, Greco farà il bilancio di due anni di lavoro ma soprattutto lancierà la fase due, quella della crescita, con un attenzione speciale al mercato Europa. E con la possibilità di assegnare un dividendo più ricco agli azionisti. Il gruppo triestino oggi vale 25 miliardi di euro. Da fine 2012 ad oggi il Ceo ha rafforzato il capitale, si è concentrato sul core business assicurativo, ha venduto gli asset non strategici (ultima Bsi, la Banca della Svizzera Italiana), ha ricomprato partecipazioni di minoranza in varie parti del mondo per circa 3 miliardi: la più importante quella nell'Est Europa con Ppf. Più nello specifico da fine 2012 ad oggi il Leone ha ceduto asset non core come l'israeliana Migdal, Generali Usa Life Re, le minorities in Messico, la compagnia agricola Fata ceduta a Cattolica, il 12% di Banca Generali e Bsi (l'operazione si dovrebbe perfezionare nel primo trimestre del 2015) per un totale di 3,7 miliardi. Tutte operazioni che hanno consentito di raggiungere con netto anticipo il target di 4 miliardi di dismissioni entro il 2015. Centrando a livello patrimoniale anche l'obiettivo di un Solvency I al 164%. Le Generali poi hanno ripreso il pieno controllo delle attività in aree strategiche: il 49% di Gph in Europa centro-orientale, il 7% di Generali Deutschland Holding in Germania e il 40% di Generali Asia. Oggi, risistemato il domino della presenza delle Generali nel mondo, parte la fase due della crescita con un attenzione speciale in Europa. Nel mirino c'è un'espansione degli affari su mercati storici del gruppo: in Germania, dove c'è stato un profondo riassetto operativo, e in Francia dove il Leone è presente dal 1832 e raccoglie premi per 10,4 miliardi per oltre 7 milioni di clienti. E poi come detto l'Italia con un piano di aggregazione definito «colossale» da Greco che procede a buon punto con l'obiettivo di completare al 90% l'integrazione a fine 2015. Facendo rotta verso l'Est Europa il gruppo triestino è attivo in dieci Paesi. L'area rappresenta il quarto mercato con 3,5 miliardi di premi (2013) e oltre 11 milioni di clienti. Generali entro il prossimo gennaio salirà al 100% di Gph, acquistando il 24% della holding delle attività nell'Europa dell'Est da Ppf di Peter Kellner secondo gli accordi siglati all'inizio del 2013. L'esborso sarà di 1.235 milioni. Il Leone detiene già il 76% di Gph con il pieno controllo gestionale della società dopo avere rilevato da Ppf nel marzo 2013 una prima tranche del 25% per 1.286 milioni. Anche in Asia è stata semplificata la catena di controllo e si punta a una crescita organica. Lo scorso novembre si è conclusa l'acquisizione delle quote di minoranza di cui il gruppo non aveva ancora la proprietà in Generali Asia, holding di controllo delle operazioni in Tailandia, in Indonesia e nelle Filippine. In base agli accordi, Generali ha rilevato da Kuok Group il 40% della holding, per un controvalore complessivo di 40 milioni. Nel Sud Est Asiatico il gruppo è molto attivo in Vietnam dove si punta a creare una forte rete di vendita e lo scorso maggio è stato siglato un accordo con Saigon Commercial Bank) mentre Generali Vietnam è leader nel segmento delle grandi aziende e multinazionali. In Indonesia sono stati realizzati nuovi accordi di bancassurance e in particolare con Bank Victoria International Tbk (fine 2013) e con Bank Mestika (settembre 2014) per il lancio di prodotti di bancassurance e investimento. Completata con successo la campagna cessioni Greco si prepara a elargire dividendi più ricchi: «Non siamo più vincolati alla politica del pay out del 40%», ha annunciato. ©RIPRODUZIONE RISERVATA