Appalti truccati, l'inchiesta partita da San Lorenzo

Oggi alle 18 nella sede di via Garibaldi 7 a Gorizia inaugurazione dell'avvio dell'attività dell'Università popolare di Gorizia. Faranno da cornice due appuntamenti. l primo la vernice della mostra personale dell'artista Mario Baresi, del quale saranno esposte opere inedite. L'altro appuntamento riguarda il concerto della scuola di musica Roland, con voci soliste e accompagnamento musicale. di Franco Femia La deposizione di Roberto Candosin, titolare quattro anni fa di un'impresa edile che operava nel Goriziano, è stato al centro dell'udienza del processo per gli appalti truccati che, dopo la pausa feriale è ripreso dinanzi al tribunale di Gorizia. È stato Candosin con la sua denuncia alla Guardia di finanza a far avviare l'inchiesta che ha portato lo scorso anno a nove arresti tra imprenditori della regione per turbativa d'asta. Dopo che cinque imprenditori avevano patteggiato la pena variante tra 10 mesi e i due anni dinanzi al gip, quattro ora devono rispondere di associazione a delinquere ai fini di turbativa d'asta. Si tratta di Alberto D'Agosto di Campoformido responsabile commerciale della "Nuova Geocam" di Cividale del Friuli, del gradese Bruno Brunetti della "F.lli Gaiardo costruzioni" di Fauglis di Gonars, Franco Pessot di Aviano legale rappresentante della "Pessot Costruzioni" di Fontanafredda e del trevigiano Paolo Fornasier della Co. Ge. Fur" di Susegana (Treviso). Candosin ha raccontato al collegio dei giudici presieduto da Francesca Clocchiatti i tre incontri avuti tra il giugno e il luglio 2010 con Franco Pessot, titolare dell'omonima ditta, volti a trovare un accordo per l'appalto dei lavori di ristrutturazione alla scuola primaria di San Lorenzo Isontino. Pessot, secondo quanto dichiarato, gli aveva consegnato un biglietto sul quale era indicata la percentuale di ribasso che doveva presentare alla gara di appalto indetta dal Comune di San Lorenzo. Candosin, d'accordo con la Guardia di finanza alla quale regolarmente riferiva il contenuto degli incontri, aveva invece presentato una percentuale diversa. Per la cronaca l'appalto venne vinto dalla impresa Pessot. Da questa denuncia le Fiamme gialle, in coordinamento con la Procura della repubblica, avevano avviato l'indagine denominata "Coffee break esaminando 180 gare di appalto per opere pubbliche indette da varie amministrazioni comunali del Friuli Venezia Giulia. Nel mirino erano finite 30 gare per un importo totale di oltre 16 milioni di euro. Secondo il capo di imputazione le varie imprese edili, anche per dividersi il lavoro in un momento in cui il settore manifestava già i sintomi della crisi, si accordavano fra loro secondo un complesso e collaudato meccanismo, fatto anche di reciproci scambi di favori. Secondo la Procura nel sistema introdotto da questa organizzazione, la libera concorrenza non esisteva perché tutte queste imprese erano colluse. Nell'inchiesta è emerso che appena veniva indetta una gara si registrava un numero vertiginoso di contatti telefonici tra i titolare e i rappresentanti delle diverse imprese edili. Come ha riferito in aula un sottufficiale della Guardia di finanza impegnato nella trascrizione delle intercettazioni telefoniche delle utenze degli imputati è emerso, per esempio, che nell'utenza di Alberto D'Agosto, tra gennaio e settembre del 2011 erano state registrate oltre 9mila telefonate con i vari soggetti poi implicati nell'inchiesta di cui 1900 con Pessot, 1960 con Brunetti, 2842 con Fornasier. In quel periodo erano state eseguite anche intercettazioni ambientali nell'auto di D'Agosto e negli uffici della Pessot . Nelle prossime udienze saranno esaminate una per una tutte le gare d'appalto incriminate. La sentenza è prevista entro la prima metà del 2015.