C'è il bosco di Zanzotto nei legni di Graziano Negri

GORIZIA Si ispira alla raccolta poetica di Andrea Zanzotto "Il galateo in bosco", edita nel 1978, il ciclo pittorico realizzato da Graziano Negri (1957-2013), che oggi, alle 18, viene presentato alla galleria "Spazzapan" di Gradisca d'Isonzo per la prima volta. Negri, già presente alla Spazzapan nel 2012 assieme a Massimo Poldelmengo, era un lettore appassionato: di letteratura, di poesia, di filosofia. «Non fu mai il genere d'artista che "legge" soltanto saggistica d'arte (quando va bene) - ricorda Alessandro Del Puppo nel saggio dedicato all'artista scomparso -, oppure le riviste illustrate con le pubblicità delle gallerie. Frequentò invece a lungo, con pazienza e perizia, le opere degli antichi maestri. Le tracce di questa passione si possono leggere, in controluce, attraverso i titoli di certi suoi quadri: omaggi a Paolo Veronese, a Rembrandt, a Caravaggio, a Giorgio Morandi». "Pittura in bosco", questo il titolo della serie realizzata dall'artista tra il settembre 2011 e il settembre 2012 che dà anche il nome alla mostra (visitabile fino al 23 novembre), si compone di trenta dipinti su tavole di legno dello spessore di tre centimetri. Opere non separabili, caratterizzate prevalentemente da un fondo a foglia d'oro, elaborate con vernici pigmentate, di dimensioni uniche. È una serie che segue il ciclo "Perle", preziose e traslucide superfici su alluminio dove il bianco assumeva una forza decisiva e la materia risolveva lo spazio nella fusione del colore-luce. Nella "Pittura in bosco" Negri sperimenta invece, per la prima volta un supporto ligneo: un confronto con la superficie di tulipier, un'essenza scelta per stabilità e colore chiaro, ma anche materiale vivo, soggetto alle trasformazioni del tempo. Dopo essere passato attraverso molteplici materie, l'artista confessò di essere arrivato a servirsi di questo supporto preparato con impregnanti per impedire modificazioni naturali del legno stesso. «Il legno - nelle intenzioni dell'artista - proviene dall'universo naturale, la metafora del bosco e il riferimento diretto, a esso si congiunge il referente letterario della visione poetica di Zanzotto, ma al di là di questi nutrimenti sta l'esperienza vitale della pittura che riconduce ogni tramite culturale alla dimensione inesplicabile del colore-luce» sottolinea Claudio Cerritelli nel catalogo, che si avvale anche dei preziosi contributi di Gian Mario Villalta, Anna e Valentino Turchetto, Alessandro Del Puppo, curatore del catalogo assieme al conservatore della Spazzapan Annalia Delneri. Cristina Feresin