Truffava gli anziani, chiesto un anno

AQUILEIA Per l'accusa, Salvatore Bona, 47 anni, nato in provincia di Messina ma residente a Siracusa, sarebbe un professionista della truffa e avrebbe ordito una serie di "trappole", cinque in tutto, ai danni di persone anziane residenti nell'Isontino e nella Bassa friulana, in particolare a San Pier d'Isonzo, Monfalcone e Fiumicello. Lunedì pomeriggio, davanti al giudice Bonasia del tribunale di Gorizia, l'accusa ha chiesto una condanna a un anno di reclusione nei confronti del quarantasettenne siracusano. I fatti risalgono al 2012. In quell'occasione, a San Pier d'Isonzo, a Monfalcone e anche a Fiumicello, si erano verificate alcune truffe ai danni di persone anziane e, secondo l'accusa, Bona sarebbe il responsabile. A Fiumicello, in particolare, l'episodio si era verificato il 14 marzo 2012. In quell'occasione, a intervenire era stato il maresciallo Pietro Basini, vicecomandante dei carabinieri di Aquileia. Basini, che non era in servizio, aveva notato due uomini, un anziano e un signore di mezza età, mentre discutevano animatamente in merito ad un presunto incidente (in realtà, a detta delle Forze dell'ordine, mai verificatosi). Il militare dell'Arma, insospettitosi, dopo essersi qualificato, aveva chiesto i documenti alle due persone coinvolte. A quel punto, stando alla ricostruzione dei carabinieri, il più giovane aveva finto di recarsi in auto, una Bmw 330 di colore blu, per recuperare il portafoglio ma, una volta salito a bordo, si era allontanato a tutta velocità. Poco dopo, l'auto era stata bloccata a Bagnaria Arsa, su precise indicazione di Basini, dai colleghi dell'Arma di Palmanova. Salvatore Bona era stato identificato e deferito in stato di libertà per tentata truffa. Il giorno prima, il 13 marzo 2012, anche Rodolfo Dri, molto conosciuto a Fiumicello per essere stato uno dei primi iscritti al Partito comunista, era rimasto vittima di una truffa, svoltasi con lo stesso modus operandi. Dri era deceduto il giorno seguente a causa di un infarto. Bona era stato ritenuto responsabile anche di altre tre tentate truffe che si sarebbero verificate a San Pier d'Isonzo e Monfalcone, sempre nello stesso periodo. Lunedì pomeriggio, come detto, si è tenuta l'udienza al tribunale di Gorizia (lo scorso mese di settembre erano già state ascoltate tutte le parti in causa, compresi i testimoni). Il pm ha chiesto una condanna a un anno di reclusione e il pagamento di una multa pari a 1500 euro. E' toccato al difensore di fiducia di Salvatore Bona, l'avvocato Marzano, di Siracusa, con la sua arringa, ribattere alle accuse chiedendo l'assoluzione con formula piena. La sentenza sarà pronunciata il 17 novembre. (e.m.)