Autostrade in svendita, parte il referendum

di Giovanni Vale wZAGABRIA Ancora una volta, piazza Ban Jelacic si riempie di bancarelle. Dopo la raccolta firme contro l'uso del cirillico negli spazi pubblici e la petizione per una nuova legge elettorale, ora è la volta del referendum contro la privatizzazione delle autostrade. Nel centro di Zagabria, un paio di ombrelli rossi riparano dal sole le decine di persone venute a sottoscrivere l'appello lanciato da 14 associazioni e sindacati diversi. «Ne damo naše autoceste!» («Non diamo via le nostre autostrade!») si legge sui cartelli portati dal Sindacato croato indipendente (HNS). «Abbiamo aperto lo stand a mezzanotte - afferma Krešimir Sever, il battagliero presidente dell'HNS - e 150 persone erano già qui per firmare». Davanti al banchetto, gli zagabresi si fermano prima di salire al mercato di Dolac. «Non voglio che le nostre autostrade vadano in mano agli stranieri», riassume Leopold venuto a firmare con la moglie. Ma per gli organizzatori, la questione è più complicata. «Ci abbiamo messo quarant'anni a completare le nostre autostrade - spiega Krešimir - e ora che sono finite, il governo vuole darle in concessione per altri 40 anni! Stiamo scherzando?». L'esecutivo di Zoran Milanovic non potrebbe essere più serio. Secondo il ministro dei Trasporti, Siniša Doncic, le autostrade potrebbero fruttare 3 miliardi di euro se fossero date in mano ai privati. Un gruzzolo che servirebbe a saldare parte del debito contratto per costruirle. Krešimir alza gli occhi al cielo. «Se lo Stato gestisse da solo le sue autostrade, guadagnerebbe 80 miliardi di kune, più di 10 miliardi di euro». Quanto basta per costruire «300 ospedali, 2000 scuole o 4000 asili», precisa il cartello dietro di lui. «Ci sono altri modi per ridurre il debito», prosegue Mijat Stanic, presidente del Sindacato indipendente delle strade (NCS). «Ad esempio, lo Stato potrebbe emettere dei bond, o sottoscrivere dei nuovi prestiti ora che i tassi di interesse sono bassi. Ma il governo ragiona solo sul breve termine». Un pronto sostegno all'iniziativa anti-privatizzazione è già arrivato dal principale partito d'opposizione, l'HDZ, ma gli organizzatori del referendum si smarcano immediatamente. «L'HDZ si dice contrario alla monetizzazione delle autostrade, ma fino a tre anni fa, quand'era al potere, la promuoveva», accusa Mijat Stanic. Perché il referendum venga organizzato, gli organizzatori dovranno convincere il 10% degli elettori, circa 450.000 persone. «Io penso che arriveremo facilmente a 800.000», assicura Robert, anche lui in piazza a raccogliere sottoscrizioni. «Non c'è nemmeno bisogno di spiegare di cosa si tratta: la gente arriva e firma», dice entusiasta. In effetti, gli zagabresi non passano più di cinque minuti allo stand di Robert. Il tempo di copiare il codice fiscale, poi ripartono per le vie del centro, a godersi il sole e la "špica", la tradizionale passeggiata mondana del sabato mattina. ©RIPRODUZIONE RISERVATA