E gli scommettitori puntano tutto sul "sì"

Il referendum scozzese è diventato una delle scommesse preferite in questi giorni per tutti i bookmaker britannici. Secondo gli esperti del settore, si sta assistendo ad un fenomeno che spiega molto bene il clima di indecisione attorno al voto, in cui viene dato un testa a testa fra i due schieramenti. Mentre infatti le quote privilegiano una vittoria del "no", che resta in leggero vantaggio nei sondaggi, gli scommettitori vogliono fare il colpaccio e puntano in gran parte sul "sì". Ladbrokes, ad esempio, offre la vittoria degli unionisti 1 a 4 e quella dei secessionisti 3 a 1. William Hill ha la stessa quota per il successo del "no" (1 a 4) e invece un 11 a 4 per il "si". Ma gli scommettitori se la sentono di rischiare. Ed ecco quindi che secondo Ladbrokes il 90% delle sue scommesse fatte in Scozia nelle ultime tre settimane sono in favore dei nazionalisti. Se si considera tutto il Regno Unito, la percentuale è comunque molto alta, pari al 58%. Sulla piattaforma internazionale Betfair.com, invece, la vittoria del "no" è schiacciante: viene puntato nell'80% dei casi, mentre solo il 20% degli utenti pensa che il "si" potrebbe imporsi. Si gioca anche su quello che accadrà ai due principali leader politici della campagna referendaria. Ladbrokes dà 5 a 1 le dimissioni del premier scozzese Alex Salmond nelle 48 ore dopo il referendum del 18 settembre, mentre le dimissioni del premier britannico David Cameron quest'anno sono date 4 a 1. William Hill offre invece un 6 a 1 per l'uscita di scena del primo ministro entro le elezioni del maggio 2015.