Electrolux invade le cucine americane

di Piercarlo Fiumanò wTRIESTE Electrolux conquista gli elettrodomestici di General Electric, marchio storico nelle cucine degli americani con quartier generale a Luisville nel Kentucky, per 3,3 miliardi di dollari. Il titolo Electrolux dopo l'annuncio è schizzato al rialzo alla Borsa di Stoccolma con un guadagno dell'8%. Con questa operazione il gruppo svedese quasi raddoppia la presenza negli Stati Uniti (dal 20 al 35% della quota di mercato) portando una minaccia seria direttamente in casa della concorrente Whirlpool, che recentemente ha acquisito la maggioranza di Indesit. La divisione di General Electric nel 2013 ha registrato vendite per 5,7 miliardi di dollari: conta su 9 impianti produttivi e 12 mila dipendenti. Il gruppo svedese dovrà digerire il boccone con sinergie stimate in 300 milioni di dollari e 360 milioni di costi di integrazione. L`operazione sarà finanziata al 75% a debito e 25% con nuovo equity (poco più del 10% delle azioni esistenti). Gli svedesi dovranno lanciare un aumento di capitale per un valore pari a circa il 25% dell'acquisizione che non dovrebbe rischiare di diluire la famiglia Wallenberg, storica azionista di Electrolux. I prodotti General Electric da più di 100 anni regnano nelle cucine americane. Dopo il tentativo fallito sei anni fa di cedere la divisione Home & Business Solutions, in luglio General Electric è tornata a studiare la vendita, visto che la strategia del chief executive Jeffrey Immelt privilegia le attività industriali a quelle consumer. Le prime stime sull'operazione parlavano di una vendita da 2 miliardi di dollari, cifra battuta ampiamente. General Electric in Usa ha lanciato il primo condizionatore d'aria nel 1930 e la prima lavatrice-asciugatrice nel 1954. Una storia iniziata con l'invenzione del primo tostapane creato nel 1905 da Frank Shailor. Il numero uno di Electrolux Keith McLoughlin con questa acquisizione punta a compensare la crescita lenta degli affari in Europa: «Per Electrolux è un momento storico - afferma il presidente e ceo del gruppo svedese - è la nostra più grande acquisizione di sempre e ci consente di proiettare il nostro gruppo a un nuovo livello in termini di copertura del mercato». L'operazione potrebbe segnare l'avvio di una fase di forte consolidamento nel settore. La domanda di elettrodomestici di base in Nord America cresce a un ritmo del 6% all'anno mentre quella dei grandi elettrodomestici (forni a microonde e condizionatori d'aria) è salita del 7% nell'ultimo trimestre. La divisione elettrodomestici di Ge sta infatti beneficiando della ripresa sul mercato immobiliare Usa strettamente connessa alla ripresa delle vendite di elettrodomestici per la casa. Nella partita la casa svedese era in competizione con una giovane società sopecializzata in prodotti di consumo, Quirky, appoggiata da alcuni fondi di investimento. Battuta la concorrenza anche di gruppi come la sudcoreana Lg, Samsung Electronics e la turca Arcelik, un produttore a basso costo. Electrolux si rafforza sul mercato americano valorizzando una strategia che ha visto il gruppo svedese acquistare negli anni marchi importanti come Frigidaire nel 1986 e Aeg nel 1994. Mentre in Europa il colosso svedese sta chiudendo una pesante ristrutturazione che ha colpito anche l'Italia, McLoughlin punta a crescere non solo in Nord America ma anche in Asia inseguendo la ripresa dei consumi sui mercati emergenti e compensando la debolezza delle vendite sui mercati dell'America Latina. Più del 30% delle vendite di Electrolux provengono dalla vendita di grandi elettrodomestici in Nord America. L'affare è finito subito sotto la lente degli analisti. Per Equita l'acquisizione di Ge Appliances è «strategicamente molto interessante e finanziariamente ragionevole». ©RIPRODUZIONE RISERVATA