Electrolux punta agli elettrodomestici di General Electric

di Piercarlo Fiumanò wTRIESTE General Electric tratta con Electrolux la vendita della sua storica divisione elettrodomestici, i cui prodotti da più di 100 anni regnano nelle cucine americane. Dopo il tentativo fallito sei anni fa di cedere la divisione Home & Business Solutions, in luglio General Electric è tornata a studiare la vendita, visto che la strategia del chief executive Jeffrey Immelt privilegia le attività industriali a quelle consumer. La valutazione della divisione, secondo la stampa Usa, sarebbe intorno ai 2 miliardi di dollari. Se la cessione dovesse andare a buon fine si tratterebbe di un divorzio destinato a segnare la fine di una centenaria storia americana di successo, iniziata nel 1907 e che ha visto, fra le tappe fondamentali, il lancio del primo condizionatore d'aria nel 1930 e della prima lavatrice-asciugatrice nel 1954. Una storia iniziata con l'invenzione del primo tostapane creato nel 1905 da Frank Shailor. Per Electrolux, se l'affare andasse in porto, si tratterebbe di un vero e proprio guanto di sfida alla concorrente americana Whirlpool che ha comprato Indesit, la storica azienda di Fabriano, bruciando sul tempo i cinesi di Sichuan e lo stesso gruppo svedese. Il settore elettrodomestici di Ge lo scorso anno ha generato 8,3 miliardi di dollari di fatturato. Il numero uno di Electrolux Keith McLoughlin con questa acquisizione punta a espandere le vendite del gruppo oltreoceano compensando la crescita lenta degli affari in Europa: «Ci sono contatti ma non ci può essere alcuna garanzia che venga raggiunto un accordo», hanno comunque precisato a Bloomberg fonti di Electrolux. La domanda di elettrodomestici di base in Nord America cresce a un ritmo del 6% all'anno mentre quella dei grandi elettrodomestici (forni a microonde e condizionatori d'aria) è salita del 7% nell'ultimo trimestre. La divisione elettrodomestici di Ge sta infatti beneficiando della ripresa sul mercato immobiliare Usa strettamente connessa alla ripresa delle vendite di elettrodomestici per la casa. In pista, oltre a Electrolux, ci sono anche la sudcoreana Lg, Samsung Electronics e la turca Arcelik, un produttore a basso costo. Ge, assieme al colosso svedese,starebbe trattando anche con la start-up newyorkese Quirky (giù partner della conglomerata Usa) che sta studiando l'operazione insieme a un fondo di private equity. Quirky vende prodotti sulla base del crowdsourcing, "ascoltando" migliaia di utenti che propongono progetti, votano quelli più interessanti (come la spatola multiuso da usare in cucina) e quindi dicono chiaramente all'azienda quali vorrebbero vedere realizzati. Ge ha rapporti di lunga data con Quirky nella quale ha investito 30 milioni di dollari solo l'anno scorso: nei cinque anni di avvio della partnership sono stati lanciati nuovi prodotti tra cui un condizionatore d'aria che può essere controllato da uno smartphone. Electrolux punta a rafforzarsi sul mercato americano valorizzando una strategia che ha visto il gruppo svedese acquistare negli anni marchi importanti come Frigidaire nel 1986 e Aeg nel 1994. Mentre in Europa il colosso svedese sta chiudendo una pesante ristrutturazione che ha colpito anche l'Italia, McLoughlin punta a crescere non solo in Nord America ma anche in Asia inseguendo la ripresa dei consumi sui mercati emergenti e compensando la debolezza delle vendite sui mercati dell'America Latina. Più del 30% delle vendite di Electrolux provengono dalla vendita di grandi elettrodomestici in Nord America. L'operazione non dovrebbe necessariamente comportare negli Usa la fine della vendita di lavastoviglie e frigoriferi anche perchè conserverebbero il marchio Ge. ©RIPRODUZIONE RISERVATA