I filari di Pinot nero trasformati in arte da Poldelmengo

Il rapporto con il luogo, lo spazio e la percezione della natura circostante come qualcosa di imprescindibile per il proprio essere e quindi per il proprio lavoro: premesse, queste, che sono alla base di "XVI e L'impronta del XVI", la mostra di Massimo Poldelmengo che s'inaugura venerdì alle 18.30 alla Galleria Spazzapan di Gradisca, in collaborazione con l'associazione culturale "Venti d'arte". L'iniziativa rientra nella serie di esposizioni intitolate "Il progetto e l'opera" realizzate dalla Spazzapan negli ultimi anni, con l'obiettivo di rendere familiare il linguaggio dell'arte contemporanea attraverso alcune significative opere accompagnate da disegni, bozzetti preparatori e riflessioni dell'artista. "XVI e L'impronta del XVI" sono due sculture che nascono nel 2012, commissionate all'artista pordenonese dai Vignai da Duline da inserire nel vigneto di Ronco Pittotti, un'incantevole tenuta sulle colline a nord di Manzano, che vanta come punta d'eccellenza sedici filari di Pinot nero. Il rapporto consolidato con l'azienda, che da oltre cinquant'anni coltiva questo terreno nel pieno rispetto della natura e con cui Poldelmengo aveva già collaborato, abbinato al fascino del territorio, hanno ispirato lo scultore nella realizzazione di una mensa in ferro, composta da sedici lastre simboleggianti i filari di Pinot nero. Posta su uno sperone di terra, «l'opera domina la collina offrendosi come luogo di sosta per la vista e per la degustazione del vino sulla terra e nel paesaggio in cui è nato», ha evidenziato da Annalia Delneri, curatrice della Spazzapan, mentre l'altra scultura, posta davanti all'ingresso della Galleria, introduce il visitatore alla mostra. Nel percorso proposto, composto da schizzi, bozzetti, calcografie originali, prende forma la storia di un progetto sviluppatosi in due opere, accomunate dalla stessa idea, ma realizzate in maniera diversa: le tensione verticale del "XVI", il grande quadrato in ferro esposto a Gradisca e realizzato in un unico pezzo, cede allo smembramento in sedici parti e alla successiva ricollocazione in orizzontale nell'opera di Ronco Pittotti, dopo essere state interrare per un intero anno all'inizio di ogni filare. Un procedimento a cui Poldelmengo dà un doppio significato e valore: le lastre di ferro sotterrate non solo sono arrugginite, come suggerito dalla straordinaria e suggestiva texture degli acini di pinot nero, ma hanno anche assorbito e, idealmente, fatto propri, gli agenti della terra che rendono unici quel terreno. E al rapporto tra arte e vino aveva già pensato Bruno Patuna, fondatore della "Spazzapan" e, prima ancora, nel 1966, della galleria "La Serenissima" nell'Enoteca Regionale iniziando a proporre una serie di mostre e facendo diventare Gradisca un punto di riferimento per gli amanti dell'arte e del vino di qualità. Cristina Feresin