«Gaza in aula? Non è tempo perso»

«Il sindaco lo dica chiaramente: il Pd non ha una posizione chiara» sulla crisi in Medio Oriente «e pertanto, piuttosto che arrivare a una spaccatura interna al partito di maggioranza relativa è meglio nascondere la polvere sotto il tappeto e non discutere nemmeno delle mozioni sulla situazione nella striscia di Gaza». Così replicano i consiglieri comunali Iztok Furlanic (FdS), Marino Sossi e Daniela Gerin di Sel, Paolo Bassi del Gruppo misto e Paolo Menis di M5S dopo che il sindaco Cosolini aveva invitato i capigruppo del Consiglio, dove erano state depositate cinque mozioni sul tema, a non impiegare tempo e soldi dei cittadini in discussioni che ovviamente non possono portare alcun risultato concreto. «Se si riduce tutto alla questione costi - scrivono i cinque - tanto vale eliminare i Consigli comunali o abolire il sistema di elezione democratica dei rappresentanti e il risparmio sarà ancora maggiore. Crediamo che il valore simbolico di una espressione di posizione del massimo organo cittadino sia in ogni caso importante. Non si comprende poi la differenza di posizione del sindaco tra questa situazione e il caso dei due marò, quando si è deciso di issare uno striscione» sul Municipio, concludono i cinque consiglieri comunali. Intanto l'associazione Salaam Ragazzi dell'Olivo in un incontro cui hanno partecipato anche altri sodalizi ha presentato un appello da consegnare alla governatrice Debora Serracchiani perché si adoperi per «far cessare immediatamente la punizione collettiva inflitta alla popolazione della striscia di Gaza coi bombardamenti effettuati dalle Forze armate israeliane». Raccolte quasi 400 firme.