Omaggio a Ornette Coleman, 40 anni dopo

di Gianfranco Terzoli wTRIESTE Un omaggio a Ornette Coleman, a 40 anni dallo storico concerto a San Giovanni, e un trio con il chitarrista americano Russ Spiegel. Ancora un doppio appuntamento, stasera alle 21 in piazza Hortis, per TriesteLovesJazz. In occasione del 40° anniversario del concerto del leggendario sassofonista americano all'Ospedale psichiatrico, uno degli eventi che ha contrassegnato l'apertura del vecchio frenocomio e la nascita di una nuova stagione culturale, il Trio Disorder at the Border composto da musicisti dalla lunga carriera nazionale e internazionale (Daniele Dagaro, Giovanni Maier e Zlatko Kau›i›, batteria) rende omaggio alla musica di Coleman e al suo contributo allo sviluppo del jazz. «Eseguiremo - spiega Dagaro - brani che Coleman suonò proprio in quel tour e che affronteremo con un nostro accento: un'attenta ricerca ci ha portato a reperire una registrazione fatta in Italia in una data immediatamente precedente al concerto di Trieste. E' un nostro omaggio alla musica di C oleman che più ci ha colpito e formato attraverso il suo stile. Questo progetto è l'occasione per riaccenderla. Nonostante ci fossimo incrociati molte volte, non avevamo mai lavorato assieme. Da poco, con questa formazione abbiamo registrato un cd che uscirà per la Palomar Records». Segue il Border Line Trio con il poliedrico chitarrista californiano, Domenico Lobuono, Andrea Zullian ed Ermes Ghirardini. «Suoneremo - anticipa Spiegel - composizioni originali che ho eseguito recentemente, oltre a due bei pezzi firmati da Lobuono e Zullian, che non sono solo membri del trio ma soprattutto buoni amici». Spiegel è musicista, direttore d'orchestra, insegnante, attore, compositore, arrangiatore e produttore. «A volte mi chiedo anch'io come faccio. La risposta è che sono tutte attività molto legate tra loro. Essere musicista significa avere il senso del tempo, dote importante non solo a livello musicale. Probabilmente mi aiuta il fatto che ami imparare, lavorare con la gente ed essere coinvolto in molte discipline. Leggo molto e sono stato stato sempre a contatto con la cultura, specie quando la mia famiglia si trasferì in Europa. Forse il fattore più importante è stato vivere a New York, dove tutte queste attività si svolgono in modo naturale e costante». A Trieste, Spiegel torna molto volentieri. «Mi piace tantissimo questa città e ci sto passando l'estate. A questo bellissimo festival, organizzato dall'infaticabile Gabriele Centis e dalla Scuola 55, mi hanno introdotto Andrea e Domenico. Me lo sto godendo ogni sera. Il pubblico è caldissimo, soprattutto qui ho percepito una grande consapevolezza culturale». Tra i prossimi progetti «vorrei comporre per ensemble di studenti di jazz e di musica classica, e dedicarmi a ingegneria del suono, mixaggio e registrazione. Mi aspetta un triennio molto impegnativo, ma mi terrò il tempo per viaggiare e fare concerti e per registrare il progetto "Uncommon Knowledge" con il mio quintetto newyorkese. In febbraio debutterà il mio primo quintetto di fiati, il Gothenburg Brass Quintet e sto progettando un tour in Europa. Ho firmato un contratto per comporre, arrangiare e condurre in tour la Guerrillas Big Band, con sede in Slovenia». ©RIPRODUZIONE RISERVATA