Crepaldi: «Una presenza lì è interessante»

«Noi come Curia siamo stati informati di questa iniziativa (del bando, ndr)». Giampaolo Crepaldi, vescovo di Trieste, inquadra così il pre-presentazione della richiesta di concessione in Porto vecchio avanzata dalla Curia. Riguarda, nel dettaglio, la torre di compensazione che nell'area si trova all'altezza di largo Santos e che il proponente vorrebbe trasformare in una chiesetta. Crepaldi osserva sull'istanza: «Come vescovo non posso che benedirla. Che ci sia un segno lì, mi sembra un'iniziativa interessante, una cosa simpatica». Che si aggiungerebbe, in prospettiva, alla statua di monsignor Santin che l'Istituto di cultura marittimo portuale farà collocare in testa al Molo IV: «Non sono cose che gestiamo noi direttamente - afferma in merito il vescovo -. Siamo stati doverosamente interpellati su questa questione e doverosamente abbiamo manifestato interesse». Fra gli otto richiedenti c'è poi il Consorzio Belletti, presieduto da Gianfranco Belletti e che si compone di una quindicina di aziende (in testa le Officine Belletti, mentre non sono noti al momento i nomi delle altre) operanti in diversi settori e che possono lavorare in maniera sinergica. Il progetto è legato «all'impiantistica navale e industriale, più altri tipi di lavorazioni - spiega Belletti -. Sono tutte aziende della zona, ognuna pronta a sviluppare la propria attività, formando una catena di lavoro». L'architetto Barbara Fornasir, per conto dell'associazione culturale Porto Arte di cui è presidente, ha richiesto l'Umc (Unità minima concedibile) della palazzina ex refettorio, dove realizzare il progetto battezzato "(H)all", riassunto nello slogan "Arte, cultura, creatività per la rinascita economica e socioculturale del Porto vecchio di Trieste". L'idea prevede una zona laboratorio e un "ideas center" cui sommare poi un tratto da tramutare in punto di incontro. Nella prima fase il progetto prevede «un'attività di autocostruzione guidata - illustra Fornasir -, con la creazione di corsi di formazione e di pratica per operai, artigiani e docenti per il recupero del manufatto oggetto di concessione». Così da poter delineare salde competenze con la finalità di impiegarle di seguito «per il recupero degli altri immobili del Porto vecchio da restaurare», conclude l'architetto specificando di essere a favore del «mantenimento della parte architettonica così com'è». In una seconda fase, Porto Arte vorrebbe utilizzare l'ex refettorio, una volta riqualificato, per attività culturali e turistiche, anche collegate alla Biennale di Venezia. Fra le otto richieste di concessione ci sono infine quelle della Camera di commercio, che mira a fare dei magazzini 27 e 28 un Centro espositivo multifunzionale, e della Provincia, che vuole trasformare il magazzino 19 in un polo scolastico dove dovrebbe spostarsi per primo l'istituto Nautico.(m.u.)