Museo multimediale nell'ex Regia stazione

di Luca Perrino wREDIPUGLIA «Se siamo arrivati ad oggi lo dobbiamo al sostegno degli enti pubblici e privati, ma lo dobbiamo sicuramente al lavoro svolto da tanti volontari ed esperti che, oltre vent'anni fa, hanno compreso l'importanza della valorizzazione di queste aeree per la crescita turistica ed anche economica legata alle testimonianze della prima guerra mondiale». Sono state queste le parole pronunciate da Franco Visintin, coordinatore dei Sentieri di pace che, ieri mattina, ha fatto da padrone di casa all'inaugurazione dei lavori di ristrutturazione della Regia stazione ferroviaria di Redipuglia nella quale, grazie ad un intervento di Terna Spa per 50mila euro, hanno trovato posto il museo multimediale della Grande guerra ed il nuovo ufficio informazioni ed assistenza turistica, centro nevralgico proprio per l'accoglienza dei visitatori. La cerimonia, iniziata con l'alzabandiera accompagnato dalle note della banda San Paolino di Aquileia, ha visto presenti, tra gli altri, l'assessore regionale alla cultura, Gianni Torrenti, assieme alla collega Sara Vito, il parlamentare, Lorenzo Battista, il consigliere regionale, Diego Moretti, il presidente della Provincia, Enrico Gherghetta ed ovviamente il sindaco, Antonio Calligaris. «Questa è un'anteprima – ha detto – perché i progetti che abbiamo in serbo, assieme alla Pro Loco, all'associazione Clio ed all'associazione Grande guerra, sono importanti e desiderosi di fare di Redipuglia non solo il perno del Centenario ma anche di quello che si potrà fare dopo questa fatidica tappa». Testimonial d'eccezione il giornalista Piero Angela che, per la prima volta i questa zona, si è detto emozionato e affascinato. «Questa – sono state le parole di Torrenti – è un'occasione importante per dare senso compiuto alla strutturazione della memoria di questo evento bellico e soprattutto per le generazioni più giovani. È necessario far conoscere bene questa realtà con un progetto che la Regione farà il possibile per sostenere adeguatamente. A questo punto è importante dare questo progetto ed alla stazione le gambe necessarie per diventare a tutti gli effetti uno dei luoghi simbolo del Friuli Venezia Giulia». ©RIPRODUZIONE RISERVATA