«Felice di esserci, torniamo alla sobrietà»

di Marco Bisiach È uno abituato a porsi delle domande, a indagare la realtà che lo circonda, a darsi e dare, se possibile, delle risposte, Antonio Lubrano. Alzi la mano, tra coloro che hanno qualche anno in più, almeno, chi non ricorda la sua celebre frase "la domanda sorge spontanea", tormentone con il quale introduceva una delle acute osservazioni nelle sue trasmissioni "Diogene", "Mi manda Lubrano" o "Mi manda Raitre", capostipiti di un fruttuoso filone di programmi televisivi a tutela del cittadino e dei suoi diritti. Ecco, proprio questa curiosità, questa predisposizione naturale a guardare al giusto e all'etico, e non solo al bello, rendono Antonio Lubrano protagonista perfetto per il Festival Vegetariano di Gorizia, di cui sarà ospite domenica nella giornata conclusiva dell'edizione 2014. Anche lui che vegetariano non lo è. «Devo dire che questo invito è stato una sorpresa, una bella sorpresa – racconta Lubrano -. Non sapevo ci fosse un appuntamento annuale e stabile dedicato alle tematiche dell'alimentazione vegetariana e della tutela dell'ambiente, e scoprirlo mi ha positivamente colpito. Io non sono vegetariano, e dunque mi è parso in un primo momento strano essere chiamato a parlare in una simile cornice, ma sono una persona che cerca di stare attenta giorno dopo giorno a quel che fa, e a comportarsi nel modo giusto. In tal senso, credo che gli argomenti di cui parlare, a Gorizia, non mancheranno». Anche perché, è noto, il Festival Vegetariano non è solo alimentazione, ma anche e sempre più etica, ambiente, riduzione dello spreco e dell'inquinamento. Questioni che Lubrano ha avuto occasione di trattare non di rado, occupandosi di truffe, illeciti e tutela dei diritti dei cittadini nelle sue tante esperienze lavorative. Fino a un anno fa, per dire, per la Rai curava rubriche nelle trasmissioni "Uno Mattina" e "I fatti vostri", mentre oggi tiene una rubrica fissa sull'edizione di Milano del "Corriere" dal titolo "Dalla parte vostra". «Ognuno di noi nel suo piccolo può fare qualcosa – dice Lubrano -, e per quanto mi riguarda, penso sia necessario per tutti tornare ad una certa sobrietà: l'umanità non può più permettersi di vivere sopra le righe». Secondo il popolare giornalista vi sono, nella società d'oggi fatta troppo spesso di ottusità, anche dei segnali incoraggianti di risveglio dell'etica e del buon senso, nell'alimentazione come negli stili di vita. Ma la strada da fare è ancora tanta, e un ruolo importante lo devono avere comunicazione e comunicatori. «Parlando della mia vecchia azienda, la Rai, ad esempio non posso non notare come si badi troppo spesso a lasciar spazio a programmi senza senso, correndo dietro magari alle reti commerciali – spiega Lubrano, che come molti altri collaboratori storici della televisione pubblica è stato congedato senza troppi convenevoli dodici mesi fa -. Ma io penso che i media, e specialmente quelli del servizio pubblico, non debbano aver paura di proporre anche e soprattutto cultura, fare divulgazione, senza sottrarsi al ruolo importante che hanno nei confronti dei cittadini. In questo senso, non posso che provare simpatia per festival ed eventi come quello di Gorizia, che approfondiscono tematiche importanti». E a proposito di Gorizia, finalmente Lubrano avrà la possibilità di conoscerla e scoprirla. «Come inviato speciale in Italia, negli anni '80, ho girato il paese in lungo e in largo, e conosco bene ad esempio Trieste – conclude il giornalista campano -, ma a Gorizia non sono mai stato. Sarà interessante, anche perché capito proprio in coincidenza con il Centenario della Grande guerra, che così tanto ha segnato la storia di queste terre». ©RIPRODUZIONE RISERVATA