Fincantieri in Borsa per oltre 700 milioni

di Massimo Greco wTRIESTE La svolta storica di Fincantieri, che si quota in Borsa e si apre alle risorse private internazionali, si compendia nei numeri del prospetto informativo, approvato nella tarda serata di ieri dalla Consob. Le indicazioni, concertate mercoledì dal lavoro dei tre board interessati (Cassa depositi e prestiti, Fintecna, Fincantieri), prevedono l'offerta globale a 703.980.000 azioni; l'Ipo ammonta a oltre 700 milioni di euro, 600 derivanti dall'aumento di capitale e i restanti dalla vendita di titoli Fintecna; la "forchetta" del prezzo va da 0,78 a 1 euro per azione; l'80% dell'offerta è destinata alla platea degli investitori istituzionali, mentre il 20% riguarda il cosiddetto "pubblico indistinto"; il 4,4% dell'offerta complessiva è riservata ai dipendenti del gruppo. Il valore dell'azienda è così stimato tra 969 milioni e 1,24 miliardi. L'offerta avrà inizio alle 9 di lunedì 16 giugno - giornata in cui inizia a Milano il road show per presentare le caratteristiche della quotazione - e terminerà alle 12 del 27 dello stesso mese. E'inoltre prevista un'opzione "greenshoe" corrispondente al 15% dell'offerta globale, esercitabile dal coordinatore globale dell'operazione. Sulla base di questo prospetto di cifre, si valuta che il flottante sul mercato oscillerà tra il 40 e il 45% del capitale. D'altronde, ancora giovedì, l'amministratore delegato di Cassa depositi e prestiti (Cdp), Giovanni Gorno Tempini, aveva ribadito che il controllo sarebbe rimasto in mano pubblica, con una quota di oltre il 50% in mano a Fintecna. Oggi verrà pubblicato il prospetto informativo, dal quale sarà possibile evincere ulteriori informazioni su una delle più importanti privatizzazioni programmate dagli esecutivi Letta e Renzi. E sarà il mercato a suggerire le vere e concrete risposte alla proposta di Fincantieri. Si possono comunque fare alcune prime osservazioni. La quota del 20% destinata al retail viene considerata piuttosto consistente. La quotazione, tra 78 centesimi e 1 euro, appare prudente, per un duplice ordine di ragioni: da un lato per invogliare l'acquirente, d'altro canto perchè mancano termini di comparazione con gruppi dalle analoghe caratteristiche produttive. In altri termini, i grandi costruttori navali asiatici sfornano considerevoli quantità di navi commerciali, ambito dal quale Fincantieri è assente perchè concentra il suo business su crociere, militare, offshore. Dall'offshore targato Vard sono arrivate importanti conferme sul fronte acquisitivo, ma la zoppicante gestione dei siti brasiliani si fa sentire sui conti dell'intero gruppo, come ha ricordato ieri il presidente di Fincantieri Vincenzo Petrone. La tipologia dell'investitore, come da tempo spiegato dall'amministratore delegato Giuseppe Bono, sembra ben definita: si tratta di un interlocutore finanziario che, per limiti imposti dallo statuto societario, non potrà detenere una quota superiore al 5%, così da evitare presenze condizionanti e possibilità di scalate ostili. Un vero esercito consulenziale accompagna Fincantieri nello sbarco in terra azionaria. Global coordinator sono Banca Imi,Credit Suisse, J.P. Morgan, Morgan Stanley, Unicredit Corporate. Joint Bookrunners sono Bnp Paribas, Citigroup, Deutsche Bank, Goldman Sachs, Hsbc, Mediobanca. Advisor Equitalia per Fincantieri, Rothschild per Fintecna (Cdp). ©RIPRODUZIONE RISERVATA