Il controllo di Telecom, la Consob farà chiarezza

La lettera di Ethiad in risposta alla proposta inviata dall'Alitalia lo scorso 15 maggio, al di là di quando arriverà, potrebbe non essere un'offerta preliminare con la quale avviare la trattativa finale in esclusiva finalizzata all'ingresso dell'aviolinea degli Emirati nel capitale dell'ex compagnia di bandiera per farla diventare (con un'iniezione di 560 milioni) un vettore a «cinque stelle». Fonti vicine al dossier fanno presente che la risposta di Etihad, pur non bocciando le proposte italiane, potrebbe essere solo una bozza di lettera. MILANO La Consob darà risposte in tempi brevi sul controllo di fatto di Telco su Telecom. La questione, non nuova, sulla quale l'authority si era già attivata, è stata riportata agli onori delle cronache dal recente esposto di Marco Fossati. È difficile tuttavia che il numero uno di Findim possa veder riconosciute le sue argomentazioni anche alla luce del nulla di fatto in passato, quando dubbi analoghi erano stati sollevati su Olimpia, allora socio di riferimento: è arduo infatti dimostrare il controllo nelle assemblee denunciato la scorsa settimana da Fossati. «I tempi saranno rapidi, come quasi sempre», ha assicurato comunque il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, a proposito dell'iniziativa di Findim, socia dell'azienda di tlc al 5%. Telco, che ha in mano il 22,4% di Telecom, va in prospettiva verso lo scioglimento con l'avvicinarsi a metà giugno della finestra per la disdetta dei patti da parte dei soci italiani (Generali, Mediobanca e Intesa) mentre Telefonica si avvia a diventare primo azionista con una quota del 15%. La borsa è distratta: dopo gli strappi all'inizio della settimana il titolo termina la seduta in calo dello 0,33% ed è debole pure Tim Brasil sul listino di San Paolo. Il mercato sembra snobbare le ipotesi di un riavvio dei giochi sul mercato carioca per un'eventuale integrazione con Gvt. D'altronde l'ad di Telecom Italia Marco Patuano non risulta aver visto i vertici della società controllata da Vivendi in Brasile, dove ha concluso un giro di incontri con le autorità locali, dall'Anatel al ministro delle Comunicazioni, Paulo Bernardo. Resta sullo fondo, come ricorda la stampa locale, la possibile offerta per Tim Brasil con l'ipotesi spezzatino da parte di Oi, Telefonica Vivo e America Movil. Infine sul fronte interno è ai nastri di partenza un piano d'azionariato per i dipendenti Telecom dopo un'iniziativa analoga nel 2010 che aveva raccolto l'adesione di 9.474 addetti (pari al 16% del totale). Il nuovo programma, approvato dall'assemblea l'anno scorso, potrebbe, insieme ad altri in futuro, riguardare il 3% del capitale indica l'Asati. Secondo l'associazione dei piccoli soci «l'azionariato diffuso è la strada maestra che può consentire a Telecom Italia di divenire una public company».