L'Italia di Fo, Jannacci e Gaber conquista il teatro di Nova Gorica

Un bello spettacolo, decisamente. Ma non va trascurato il senso che ne era alla base: portare in Slovenia un po' di cultura italiana, favorire, intensificare un'osmosi fra Gorizia e Nova Gorica anche e soprattutto per il tramite della cultura. In fondo, si tratta di un'intenzione che Joško Cuk e Igor Komel, rispettivamente direttore del teatro Sng di Nova Gorica e del Kulturni dom di Gorizia, vogliono sviluppare ancora di più, facendo approdare al Verdi di Gorizia uno spettacolo in lingua slovena. E, forse, in tal senso va anche intesa la presenza allo spettacolo dell'assessore Ceretta; c'erano anche esponenti del Comune di Nova Gorica e il presidente del Rossetti di Trieste, Miloš Budin. Intanto, come si diceva, l'altra sera l'Italia di Dario Fo, Enzo Jannacci e Giorgio Gaber (che, di cognome, e Komel l'ha ricordato, faceva Gaberscik) ha entusiasmato Nova Gorica e il suo teatro, con, fra il pubblico, molti goriziani. C'era, sul palco, Marina De Juli, e, alla luce delle sue capacità, ma, soprattutto, del suo talento non sorprende il successo conseguito. Con lei, Andrea Cusmano (chitarra e voce), Francesco Amos Rampichini (chitarra e armonica) e Alessandro Rigamonti (contrabbasso): ottimi. C'erano i sopratitoli in sloveno. E c'erano, sul fondale, immagini a ricordare quei magnifici tre. Di Gaber, Jannacci, Fo passano in rassegna brani per circa due ore a rievocare quel loro mondo, che De Juli conosce alla perfezione e che è pure il mondo di molti di noi: "Ho visto un re", "Giovanni telegrafista", "Vincenzina e la fabbrica", "Far finta di essere sani", "La libertà": serve continuare? Marina De Juli ha palesato spiccate virtù di cantante e attrice, una simpatia innata e debordante di cabarettista, ha stabilito un'empatia fin da subito con gli oltre 300 spettatori raccontando molta Italia, anche quella di Mani pulite e di giorni ancora più vicini. E non va dimenticato che la serata rientrava in Komigo che, organizzato dal Kulturni dom col Terzo Teatro, per la prima volta andava a Nova Gorica con un evento in italiano. Applausi fitti e due bis: un omaggio a Franca Rame e "Vengo anch'io no tu no". (a.p.)