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via bonomea Un ecomostro "legale"? nGradirei dalla dott. Picchione, persona notoriamente ligia nel fare rispettare i regolamenti, un parere in merito all'ecomostro sorto in via Bonomea all'altezza della Rai con regolare progetto approvato dalle varie commissioni edilizie. Una costruzione priva di qualsiasi grazia architettonica (un orrendo parallelepipedo a quattro livelli!) che non si inserisce minimamente nel contesto dell'ambiente circostante che è costituito dall'antico borgo Terstenico fatto di basse casette secolari e villette moderne di modeste altezze. Mi sembrava che la zona fosse sotto il vincolo paesaggistico, infatti come molti altri residenti, una decina d'anni fa mi sono vista recapitare una sanzione gravata da pesanti interessi, per aver aperto al piano terra sul retro della mia abitazione che dista un centinaio di metri dalla costruzione in questione, una finestrella regolarmente condonata moltissimi anni prima. La motivazione della sanzione, che non contesto in quanto so che il condono non esime dalla stessa, portava la dicitura: per offesa recata all'ambiente! Ora sembra che il nuovo piano regolatore permetta di costruire senza vincoli, dove fino a poco tempo prima, bisognava rispettarne parecchi in primis quello dell'altezza. E che dire degli striscioni pubblicitari delle varie ditte esecutrici apposti sulle ringhiere fronte strada sempre dello stesso edificio dall'inizio lavori. Se si fossero violate delle regole, basterebbe una sanzione a regolarizzare il tutto o si imporrebbero delle drastiche alternative? Nadia Zanardi Oretti storia Drammatici ricordi di guerra n10 giugno 1944 - ore 8.30. Dalla nascita abitavo in un appartamento sito al quinto piano di Campo San Giacomo 3. All'epoca non c'erano tutti i casamenti costruiti nel dopoguerra, perciò dalle finestre che davano sul piazzale riuscivo a vedere ilc astello di San Giusto, un pezzo di mare, la caserma della marina (ora Seminario) e parte della zona di Servola. Quel sabato mattina avevo spinto una sedia davanti alla finestra per guardare gli amici che già giocavano sul sagrato della chiesa. Incitavo mia madre a vestirmi presto perché volevo andare a giocare anch'io. Improvvisamente, dal mare, vidi arrivare gli aeroplani, molto bassi ,e data la distanza mi parvero molto scuri. Gli scoppi delle bombe si mischiarono con il suono delle sirene, dato che l'allarme aereo fu dato molto in ritardo. In un lampo tutti i casigliani si precipitarono giù per le scale per assieparsi nell'atrio della casa, protetti da un ridicolo paraschegge di mattoni e un soffitto puntellato da travature per evitare i crolli. Dalle vie San Marco, dell'Industria e Concordia le esplosioni salivano verso di noi centrando il deposito dei carri della Nettezza Urbana, all'angolo con il