È febbre da acquisizioni in Europa

di Piercarlo Fiumanò wTRIESTE In Europa riparte la febbre da fusioni e acquisizioni. Sul fronte delle tecnologie Siemens è entrata a a gamba tesa nella battaglia per la conquista della divisione energia di Alstom, in quella che potrebbe diventare una guerra al rialzo delle offerte. Nel settore farmaceutico Pfizer torna alla carica per la britannica AstraZeneta: un affare da 100 milioni di dollari. Il mercato dei merger nel settore Big Pharma è arrivato dall'inizio dell'anno a quota 1.000 miliardi, un livello mai visto dal 2007, soprattutto dopo la maxi-operazione di Novartis e Glaxo. Ma il contagio potrebbe estendersi anche ad altri settori. C'è movimento anche sul fronte degli elettrodomestici dove Indesit potrebbe parlare americano più che cinese. La multinazionale statunitense Whirlpool, che insieme ai cinesi di Haier è rimasta in pole position per un accordo di collaborazione strategica con il gruppo elettrodomestico di Fabriano, ha confermato anche di recente il proprio interesse all'accordo. La contesa del giorno riguarda il settore tecnologico dei trasporti. Alstom (titolo sospeso ieri a Parigi) è al centro di una vera e propria sfida fra i tedeschi di Siemens e General Electric. Una decisione da parte del colosso francese potrebbe arrivare il 30 aprile, quando la società annuncerà il proprio piano strategico. Ma intanto Parigi non sta a guardare. Il presidente Francois Hollande ieri ha visto il ceo di Siemens, Joe Kaeser. In mattinata per un'ora si è incontrato anche con il ceo di General Electric, Jeffrey Immelt: «Lo Stato, che controlla l'indipendenza della Francia in materia energetica, dirà la sua. Sarà favorito chi creerà più lavoro», ha detto il presidente francese. Il portavoce del ministero dell'Economia tedesco, ha chiarito che una possibile fusione tra Siemens e Alstom offrirebbe «un grande potenziale in termini di politica industriale per Germania e Francia». Più tardi Parigi ha precisato di essere neutrale e di non preferire l'offerta di Siemens su quella americana. Ma secondo indiscrezioni sarebbero state proprio le autorità francesi a fare pressing sul gruppo tedesco per farsi avanti e prevenire che un gioiello dell'industria francese finisca in mani americane. Siemens punta a uguagliare e superare quanto messo sul piatto da General Electric, con la creazione di due nuovi campioni industriali europei, uno dell'energia sotto la leadership di Siemens e uno dei trasporti con Alstom al comando. Siemens si limita pubblicamente a dire di parlare con la società francese di «opportunità strategiche future», senza entrare nel merito della proposta. Il gruppo tedesco avrebbe messo sul piatto un «significativo contributo in contanti» e la cessione delle attività per i treni ad alta velocità in cambio della divisione energetica di Alstom, il cui valore è stimato dai tedeschi in 10-11 miliardi di dollari. Intanto è partito scatenato il risiko nel settore farmaceutico, con acquisizioni miliardarie a incrocio tra il big svizzero Novartis e la britannica GlaxoSmithKline, per un totale di 28,5 miliardi di dollari a metterle insieme. Mentre la canadese Valeant Pharmaceutical si è alleata al gestore vip Bill Ackman per un'offerta da 45,6 miliardi di dollari sul produttore di Botox, la californiana Allergan. L'obiettivo è creare un colosso nella dermatologia e cosmetica. Il tutto mentre il mercato si infiamma che Pfizer ha confermato di avere lanciato un offerta da 100 miliardi di dollari su AstraZeneca, la più grande di sempre nel settore che ieri ha compiuto un balzo del 15% a Wall Street. La società inglese ha però respinto le avance americane. ©RIPRODUZIONE RISERVATA