Test d'ingresso, flop degli aspiranti medici

Gli architetti battono i medici ai test d'ingresso dell'Università cittadina. Se il corso di laurea in Architettura si è aggiudicato il quinto posto nella graduatoria nazionale per voto medio (40,70 punti) ottenuto dai suoi candidati, le performance degli aspiranti medici e odontontoiatri sono scese in picchiata; a Trieste hanno superato il test solo 142 candidati su 673, con un precipitoso calo di prestazioni rispetto all'anno scorso: sono aumentati del 13% coloro che non hanno totalizzato nemmeno 20 punti (il 34% alla prova dell'8 aprile scorso contro il 21% del 2013) e sono aumentati del 24% anche coloro che non hanno raggiunto 30 punti (70% nel 2014 rispetto al 46% del 2014). Ne risente perfino la vetta della graduatoria: i candidati triestini più bravi, ossia coloro che hanno totalizzato più di 40 punti, quest'anno sono solo l'8% contro il 24 del 2013, con uno scarto negativo di 16 punti di percentuale. La stangata dei medici si legge anche in rapporto agli altri atenei: il punteggio più alto ottenuto a Trieste è di 59,70 punti, contro gli 80,50 registrato nella graduatoria nazionale. Ma in generale in tutto il Paese la selezione degli aspiranti camici bianchi s'è dimostrata più dura di quella affrontata dai futuri architetti. Tant'è che i migliori mille "architetti" italiani hanno mediamente ottenuto il buon punteggio di 66 su 90, mentre i medici si sono fermati a 55. I due tipi di test per accedere ai corsi di laurea a numero chiuso (Medicina-Odontoiatria e Architettura) presentavano tra loro delle sostanziali differenze, ma comprendevano lo stesso numero di domande di Logica e cultura generale, peraltro le più temute. È allora il numero di posti a fare la differenza: a Trieste il dipartimento di Medicina ne offriva 167 (compresi 30 per gli Odontoiatri) a fronte di 673 candidati. Architettura invece 60, per 54 candidati. E la reazione dei medici è stata la stessa: a livello nazionale, Rete Studenti e Udu hanno denunciato «la grande sproporzione rispetto ai risultati dello scorso anno, dovuta anche al fatto che il test si è svolto ad aprile, e la preparazione ne ha risentito». Stessa tesi confermata a Trieste dal direttore del dipartimento di Scienze mediche, Roberto Di Lenarda, per il quale però «il numero programmato è per motivi primariamente formativi ineludibile per garantire una didattica di qualità». Secondo Di Lenarda «la graduatoria nazionale introdotta quest'anno, pur concettualmente razionale, ha dimostrato gravi criticità, legate alla difficoltà nei meccanismi di gestione e ripescaggi, all'incremento dei trasferimenti al secondo anno di corso, al rischio che sedi meno rigorose nelle procedure possano inficiare i risultati e all'aumento delle spese delle famiglie, perché si rende difficoltoso o quasi casuale la possibilità di frequentare il corso nella sede più vicina». In tal modo, insomma, si rischia di perdere bravi studenti. Alla resa dei conti (i dati non sono completi) ad oggi, e senza calcolare le possibile rinunce e la distribuzione fra corsi di laurea e sedi, il punteggio che garantisce l'entrata in graduatoria utile (nazionale) è 33,40, la soglia entro cui si sono appunto classificati 142 aspiranti medici che hanno sostenuto l'esame a Trieste. Tutt'altra aria si respira ad Architettura, da quest'anno di nuovo a ciclo unico e concentrata nella sede distaccata di Gorizia. Soddisfatto il direttore Sergio Pratali, «sia dei risultati, sia della copertura dei posti, pari all'87%, contro il 68% della sede di Udine». Gli otto posti vacanti verranno colmati in base alla distribuzione di chi potrebbe aver scelto Gorizia come opzione alternativa. Elena Placitelli