Alfano con la polizia «Basta saccheggi o chiudiamo il centro»

ROMA Angelino Alfano dice basta a quelli che definisce «inaccettabili attacchi alla polizia», dice no a un codice identificativo per le forze dell'ordine mentre mostra le immagini dei manifestanti violenti, a volto coperto, con fionde, caschi neri e petardi, quelle che i giornali, dice «non hanno voluto pubblicare». E lancia un ultimatum. «È inaccettabile che il centro storico di Roma sia sottoposto al rischio di saccheggio ogni due o tre mesi. Siamo pronti a considerare la chiusura dei centri delle città se, in base alle informazioni pervenute, si può ritenere che le manifestazioni si trasformino in devastazioni». Dopo i disordini avvenuti sabato scorso nella capitale durante il corteo per l'emergenza casa e le polemiche sul comportamento delle forze dell'ordine, il ministro dell'Interno, in una conferenza stampa dell'Ncd, si schiera al fianco degli agenti: «Noi siamo dalla parte degli uomini e delle donne che difendono il Paese ogni giorno. Questi – dice sollevando le foto – sono i bravi ragazzi che si battono contro l'austerità e la precarietà mentre tentano di saccheggiare e lanciano oggetti contundenti contro la polizia, altro che idealisti. Se poi uno dei poliziotti ha sbagliato pagherà e sarà giudicato dagli organi competenti. Ma cosa si vuole dai nostri agenti, che dicano: prego, accomodatevi?». Dunque, nessun codice identificativo per le forze dell'ordine: «Sono contrario». Per i sindacati di polizia è il riconoscimento atteso. Esprimono soddisfazione il Siulp, il Sap, l'Associazione funzionari di polizia, dai partiti un plauso arriva da Ncd e Fratelli d'Italia, che tuttavia con Giorgia Meloni parla di «parole tardive» e con Ignazio La Russa chiede le dimissioni del vice ministro Filippo Bubbico, accusato di essersi schierato contro gli agenti. «Sono anni che chiediamo al governo di liberare il centro storico di Roma, protetto dall'Unesco, dall'incubo delle manifestazioni selvagge, ricevendo rifiuti: finalmente Alfano si rende conto» dice l'ex sindaco Gianni Alemanno. «Non ne possiamo più di cortei che degenerano, giusto individuare itinerari alternativi» conferma Confesercenti. Ma a sinistra le parole di Alfano suonano come una dichiarazione di guerra: «Che Paese è – chiede il leader di Sel Nichi Vendola – quello in cui il ministro dell'Interno scarica il capo della Polizia?» (Alessandro Pansa aveva definito «un cretino» l'agente che in un filmato viene visto mentre calpesta una ragazza). «Le minacce di Alfano ledono i principi fondamentali» accusa il presidente di Sel Paolo Cento. Contrario anche Dario Ginefra, Pd: «Bene le foto di quello che la polizia deve affrontare, ma vietare i cortei in centro significa silenziare le manifestazioni». E Paolo Di Vetta, uno dei leader del Movimento per la casa, punta il dito: «Affermazioni gravi che minano la democrazia». (m.r.t.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA