«Noi facciam tutto anche col febbrone, un uomo invece...»

di Sara Ficocelli È toscana, Katia Beni, di Scandicci («fiorentina di periferia», come dice lei) e, come quasi tutte le persone nate in questa bella regione, ama scherzare e, naturalmente, sa stare allo scherzo. E comincia proprio così, scherzando, la nostra intervista, una chiacchierata di un'ora in cui lei racconta che in questo periodo è ultraimpegnata con ben quattro spettacoli teatrali, e che uno di questi – "Ticket & Tac", che sta portando in scena ormai da due anni con Anna Meacci – parla proprio degli argomenti cari al nostro mensile: il benessere e la salute. «Si parla di sanità, malattie, anche di morte, e sono tutte storie vere, raccolte da racconti di medici e pazienti». «Nel farlo – prosegue – ho capito che per affrontare la malattia ci vuole il buonumore. C'è molta voglia di esorcizzare, in chi è malato». Noi e gli uomini La domanda sulla febbre, a questo punto, è quasi obbligatoria. «Che rapporto ho con l'influenza? Beh, ne ho parlato addirittura in uno spettacolo!». La piéce in questione si chiama "Tutto sotto il tetto" ed è uno spettacolo di cabaret dove, fra le alte cose, si parla delle reazioni diverse tra uomo e donna rispetto alla febbre: «Un uomo con 37 sta già malissimo – racconta ridendo Katia – mentre una donna con 39 va ancora a fare la spesa… e raccoglie anche i punti! L'uomo con 37,5 di febbriciattola è capace di dirti, disteso sul letto, "Muoio, chiama il prete, muoio! Fammi una spremuta", e la donna non può altro che rispondergli "Una spremuta! Sono vitamine! Stai morendo, è accanimento terapeutico! Muori con dignità". Che poi io faccio tanta ironia ma in realtà ho una temperatura corporea molto bassa, quindi a 37 ho già la febbre! E con 39 se mi porti al supermercato ti fo il carrello… e forse non funziono neanche se mi ci metti dentro un euro!». Gli studi di recitazione Ridere per esorcizzare, per vivere, ecco il motto di questa attrice che subito dopo il diploma si è iscritta alla facoltà di Fisica ma dopo due anni ha capito che forse non era quella la sua strada, e ha deciso di diplomarsi alla scuola di teatro di Bologna. «Dopo aver studiato recitazione, io e alcune amiche abbiamo fondato una compagnia teatrale, "Le galline", e insieme abbiamo lavorato per sette bellissimi anni, anche con registi importanti. Poi ognuna ha fatto la sua strada per 10-15 anni e da poco abbiamo ricominciato a lavorare insieme, divertendoci come sempre». Ridere aiuta a viver meglio Secondo Katia, che lavora sulla comicità da 30 anni, il buonumore, insieme con un'aspirina, rappresenta infatti una grossa forma di aiuto per qualsiasi problema della vita ed è anche un'ottima chiave di volta per ritrovare l'entusiasmo in tempi così difficili, di crisi economica e lavorativa. «Ne sto facendo centomila di cose, tutte a teatro, e sono contenta, è un momento in cui non è facile per lo spettacolo andare avanti», spiega. «Amo quello che faccio» «Certo, non è più come prima, che giravi l'Italia con uno spettacolo solo! La vita dell'attore negli ultimi anni è molto cambiata, ma io amo quello che faccio e ci rido su, son fatta così». L'ultimo spettacolo, in ordine di tempo, è "Bulle & impossibili", di Donatella Diamanti, sempre interpretato dalla compagnia delle "Galline", con Sonia Grassi, Erina Maria Lo Presti e Letizia Pardi: «Racconta la storia di un gruppo donne molto surreali, per certi aspetti quasi fumettistiche, almodovariane, sopra le righe – spiega Katia – che tentano una rapina. Il "colpo" è organizzato in uno spazio particolare, dove vivono anche delle suore che, proprio nel giorno della rapina, aspettano l'apparizione della Madonna». Il nuovo spettacolo Insomma, risate assicurate. Lo spettacolo andrà in scena il 10 maggio alla Città del Teatro di Cascina (Pisa), proprio a non moltissima distanza da dove Katia vive adesso. «Sì, dopo aver vissuto per un po' nel Chianti e a Roma, ho deciso di trasferirmi a Montopoli Valdarno. È un posto bellissimo, che non cambierei con nessun altro al mondo. Mi piace vivere in Toscana, è un luogo che mi mette serenità, buonumore». Ed è questa, si sa, la ricetta ideale per star bene. ©RIPRODUZIONE RISERVATA