Alitalia-Etihad, intesa alla stretta finale

La Bce potrebbe alzare i tassi «entro un anno» per attuare una politica attiva finalizzata a superare l'attuale politica accomodante, con un tasso d'interesse fermo allo 0,25%. È quanto emerge da un documento del Ministero delle Finanze tedesco citato dal quotidiano Der Spiegel, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg. Il Board della Banca Centrale Europea si riunisce giovedì prossimo 4 aprile e alle 13.45 darà l'annuncio sui tassi, che gli analisti prevedono invariati allo 0,25% per il tasso d'interesse, allo 0,75% per il tasso di rifinanziamento marginale e a zero per il deposito marginale. MILANO Alitalia ed Etihad alle battute finali. Dovrebbe essere quasi conclusa la due diligence sui conti dell'ex compagnia di bandiera da parte del Gruppo di Abu Dhabi e una prima bozza di intesa dovrebbe arrivare entro la prossima settimana. Dopodichè si potrà lavorare fattivamente al Piano industriale. In vista del quale gli emiratini potrebbero anche avanzare alcune richieste, tra cui probabilmente una stretta sulla cig. A confermare lo stato di avanzamento dei negoziati è stato il ministro dei trasporti e infrastrutture Maurizio Lupi, che da tempo indica il 31 marzo come deadline per la decisione di Etihad. Lupi, ribadendo di essere «fiducioso» sul dossier, ha spiegato che l'azienda gli ha fatto sapere che «i dialoghi stanno andando avanti». «E mi auguro che entro la prossima settimana - ha aggiunto - una prima bozza di intesa tra le due società, nella loro autonomia, possa essere stilata in modo che possa essere presentata al governo». E in vista di questo passo avanti, le autorità milanesi tornano a farsi sentire per evitare che Malpensa venga penalizzata dai progetti di sviluppo di Etihad: «L'eventuale accordo tra Alitalia e Etihad dovrà essere l'occasione di sviluppare Malpensa attraverso l'introduzione di nuove rotte intercontinentali», sostiene il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, ricordando che siamo alla vigilia di «appuntamenti decisivi per il Paese come il semestre di presidenza italiana dell'Unione Europea, il vertice ASEM e soprattutto Expo 2015». La compagnia degli Emirati ha da oltre un mese ormai i propri emissari a Roma per lavorare sui conti di Alitalia. Secondo quanto si apprende la due diligence dovrebbe essere chiusa tra domani e mercoledì. Poi entro la fine della settimana il Gruppo guidato dall'australiano James Hogan potrebbe presentare la propria proposta vincolante per la compagnia italiana. Ma è probabile che Abu Dhabi formalizzi anche alcune precise richieste, legate alle condizioni poste fin dall'inizio da Etihad per l'investimento in Alitalia. In particolare gli arabi sarebbero pronti a chiedere un ampliamento della cassa integrazione a rotazione (azienda e sindacati hanno raggiunto il 14 febbraio scorso l'accordo sulla gestione di 1.900 esuberi con cig e solidarietà). È poi probabile anche che si arrivi ad una rinegoziazione di parte del debito, anche se le banche inizialmente proveranno a tirare un pò la corda. Inoltre Etihad, secondo la stampa tedesca, punterebbe ad una fusione tra Alitalia e Air Berlin, di cui la compagnia degli Emirati già possiede il 30% (e punterebbe a crescere fino al 49,9%): restano tuttavia degli ostacoli (a partire dall'appartenenza a due diverse alleanze) ed è più probabile che il tutto si traduca in una maggior cooperazione commerciale. Intanto Air France (con cui Alitalia ha un accordo fino al 2017) ha deciso di vendere la compagnia regionale irlandese CityJet al gruppo tedesco Intro Aviation, mantenendo con essa una cooperazione commerciale.