M5S sfida Debora sul reddito di cittadinanza

di Roberto Urizio wTRIESTE Il Movimento 5 Stelle lancia a Debora Serracchiani e alla sua maggioranza la "sfida" sul reddito di cittadinanza. E lo fa in perfetto stile grillino, ovvero chiedendo alla rete di scegliere come applicare la misura di sostegno. Ieri i consiglieri del gruppo pentastellato hanno lanciato la proposta che rappresenta un loro cavallo di battaglia anche a livello nazionale: ripristinare quel reddito di cittadinanza che in Friuli Venezia Giulia era stato già introdotto dalla giunta Illy prima di essere poi abolito dall'amministrazione Tondo. Da domani, sul sito del gruppo regionale (www.movimento5stellefvg.it) sarà possibile, per gli utenti che si registrano (o che sono già registrati), dire la loro su alcune questioni relative al reddito di base. Darlo a tutti coloro che ne hanno bisogno o solo a chi ha perso o cerca lavoro? Si potrà eventualmente rifiutare offerte di lavoro non consone alla propria formazione? E se sì, per quante volte? Il reddito di cittadinanza dovrà essere cumulabile con altri interventi? O magari è meglio riformare completamente il welfare e concentrare le risorse su questo specifico capitolo? E ancora: chi percepirà il reddito dovrà svolgere attività come lavori socialmente utili o simili? Per quanto tempo dovrà essere erogato? Va tenuto conto del reddito Irpef o dell'Isee? Ci deve essere un limite di residenza sotto il quale non si accederà al beneficio? Sono questi i punti su cui militanti e semplici cittadini potranno dire la loro attraverso internet. La consultazione sarà aperta per un paio di settimane, dopodiché verrà depositata la proposta di legge. «Vogliamo andare nella direzione che abbiamo indicato in campagna elettorale, sia in Friuli Venezia Giulia sia a livello nazionale» ha commentato la capogruppo del Movimento 5 Stelle, Elena Bianchi, affiancati dagli altri consiglieri Andrea Ussai, Ilaria Dal Zovo, Cristian Sergio ed Eleonora Frattolin. «Fin dall'inizio della legislatura abbiamo sollecitato la giunta a prendere in considerazione una misura che è stata anche un loro cavallo di battaglia in campagna elettorale. Nulla però si è mosso fino a questo momento – ha aggiunto la capogruppo – e allora abbiamo deciso di prendere in mano la situazione». Le richieste che vengono fatte ai cittadini «sono questioni non indifferenti che indirizzano il beneficio. È facile fare spot – ha concluso Bianchi – ma noi vogliamo essere certi di cosa si vuole fare». L'obiettivo, come ha puntualizzato Frattolin, «è quello di realizzare una proposta di legge ben strutturata che sia subito operativa, senza demandare a successivi regolamenti». Sergo ha ricordato come, in sede di legge anticrisi, sia stato respinto un ordine del giorno grillino che mirava proprio alla reintroduzione del reddito di cittadinanza. «Ora non vogliamo che la questione cada nel dimenticatoio. Il reddito di cittadinanza era indicato nel programma della presidente Serracchiani come una delle cinque riforme da attuare entro il primo anno di governo. Fra tre mesi scade il tempo», ha sottolinea il consigliere regionale che ha anche rispolverato un "tweet", datato 7 aprile 2013, dell'allora candidata alla presidenza schierata dal centrosinistra che chiedeva allo sfidante dei 5 Stelle Saverio Galluccio "voterà o no il reddito di cittadinanza?". «Ora – ha ironizzato Sergo – siamo noi a chiederlo a lei». Il Movimento 5 Stelle ha inoltre richiesto (e in questo caso ha ottenuto l'appoggio di tutti i gruppi consiliari) un'audizione dei soggetti impegnati nel sociale e nel contrasto alla povertà, sia istituzionali che privati, in sede di III Commissione. «È un passaggio che va oltre l'ipotesi di reintrodurre il reddito di cittadinanza – ha spiegato il consigliere Andrea Ussai –. La povertà cresce mentre in finanziaria i fondi per il sociale sono diminuiti; se si vuole rivedere il sistema è necessario partire dall'ascolto dei soggetti che sono impegnati in questo settore». ©RIPRODUZIONE RISERVATA