Debora svuota lo staff del commissario A4

Oggi, come annunciato da Maurizio Lupi nel question time della scorsa settimana alla Camera, il ministero dei Trasporti avrà un primo contatto con le concessionarie autostradali, rappresentate dal presidente dell'Aiscat Fabrizio Palenzona, per verificare la percorribilità di un'operazione abbonamenti che contenga l'effetto rincari sull'utenza. Per lo stesso obiettivo si muovono anche alcuni senatori ex 5 Stelle e Sel – De Pin, De Petris, Gambaro De Cristofaro, Mastrangeli, Barozzino, Cervellini e Uras – che propongono un disegno di legge recante una delega al governo al fine di modificare l'attuale sistema di revisione delle tariffe autostradali e introdurre un meccanismo di progressiva riduzione dei prezzi con l'individuazione di categorie di utenti che possano beneficiare dell'esenzione dal pagamento del pedaggio. Lo schema di delega mira tra l'altro a rendere la riduzione delle tariffe e la garanzia dell'esenzione elementi imprescindibili per la conservazione delle concessioni da parte dei gestori privati, con tanto di sanzioni pecuniarie e intervento sostitutivo di un'Autorità pubblica in caso di inosservanza. (m.b.) di Marco Ballico wTRIESTE Dov'è finito lo staff commissariale per la terza corsia in A4? Non c'è più, è ridotto ai minimi termini, conta di fatto su due sole persone: Debora Serracchiani, che certo non può dedicare più di tante energie impegnata com'è su vari altri fronti, ed Enrico Razzini, il direttore "demansionato" di Autovie Venete dopo il ripristino della figura dell'amministratore delegato in società. Razzini ha pure l'incarico di Rup (Responsabile unico del procedimento) ma, da solo, non può costituire una "squadra". Una "squadra" che non c'è più. E, a quanto pare, non si ricostituirà, non almeno nei numeri di prima. Un paradosso in una fase in cui stanno arrivando, prestito ponte di Cassa depositi e prestiti a parte, i primi finanziamenti statali per la realizzazione dell'opera. Ma la decisione, così filtra dalla presidenza della Regione, sembra ormai presa. Quando verrà nominato il nuovo soggetto attuatore per l'allargamento dell'autostrada – il dopo Del Fabbro potrebbe essere imminente –, la nuova struttura sarà composta da un minor numero di persone e avrà un costo decisamente più contenuto rispetto alla precedente. Nelle intenzioni della Regione c'è il rafforzamento delle sinergie con Autovie per migliorare efficienze ed efficacia operativa. Nell'attesa, si contano i superstiti. Perché, di dieci persone, ne sono rimaste due. E quelle due non sono certo a tempo pieno al lavoro nello staff commissariale. Antonio Onorato, l'ispettore ministeriale che nel 2012 impallinò la gestione straordinaria in autostrada dell'era Tondo-Riccardi, rese noto tra l'altro il dettaglio della spesa per il funzionamento della struttura: oltre 2,8 milioni di euro. Quello staff, allora, contava su un organico molto allargato. E fino a poche settimane fa, a supporto del commissario e del Rup, c'erano ben due vice, Pietro Del Fabbro e Silvano Vernizzi, due professionisti veneti (Eleonora Malengo e Giuseppe Fasiol), tre dipendenti di Autovie (Carlo Bordini, Claudia Vignaduzzo e Maura Andreuzzi) e Marco Zucchi di Fvg Strade. Di queste persone, non ne è rimasta una. Del Fabbro è stato chiamato da Debora Serracchiani al capezzale della declinante Friulia. Vernizzi, e con lui Malengo e Fasiol (che, "fantasmi", figurano ancora sul sito del commissario, ma dal 31 dicembre non svolgono più alcuna attività per la terza corsia), sono rientrati al lavoro in Veneto dopo che la redistribuzione degli incarichi in quella regione, ma in società legate in un modo o nell'altro ad Autovie e alla struttura commissariale, ha cambiato alcuni equilibri. Vernizzi, in particolare, da amministratore delegato è diventato il nuovo direttore generale (contratto di cinque anni) di Veneto Strade, il braccio operativo della Regione di Luca Zaia, e ha di conseguenza lasciato libero il posto di segretario alle Infrastrutture. A completare il ridimensionamento dello staff in A4 ci sono infine i tre cessati distacchi di Bordini, Vignaduzzo e Andreuzzi, tutti con una parte di retribuzione erogata dalla struttura commissariale. Ed è rientrato alla base pure Zucchi. L'operazione taglia-costi verrà ora concretizzata evitando di riaffollare gli uffici. Si interverrà dunque sugli organismi interni. Come da ordinanza di nomina del commissario, alla struttura base (6 persone, di cui 4 funzionari e 2 dirigenti) si aggiungono infatti 8 componenti del comitato tecnico scientifico (2 di nomina della Protezione civile, 2 dei ministeri Ambiente e Beni culturali, uno ciascuno di Anas, Infrastrutture, Regione Fvg, ed è il direttore della Protezione civile Guglielmo Berlasso, e Regione Veneto), che si occupa dell'istruttoria per la valutazione dei progetti, e altre 2 persone del comitato di rientro nominato dalla Protezione civile e chiamato a esaminare e valutare le relazioni trimestrali sullo stato di avanzamento dei lavori. Un totale di 16 persone. D'ora in poi, non più così tante. ©RIPRODUZIONE RISERVATA