I giochi su Telecom Blackrock al 10,12% La Consob vigila

Svolta a Wall Street: basta lavorare il fine settimana. Un vero e proprio choc - come lo chiama il New York Times - considerando che da sempre i tanti giovani che aspirano a lavorare per le big della City sanno che non esistono nè sabati nè domeniche. Si lavora sempre, nei weekend e anche la notte se serve. Con la prospettiva di fare carriera. Bank of America negli ultimi giorni ha diramato una direttiva in cui invita a ritmi di lavoro meno massacranti, invitando tutti a prendersi almeno quattro giorni al mese liberi, nei fine settimana. «Dobbiamo impegnarci a migliorare l'esperienza di lavoro soprattutto per i più giovani, convinti che questa sia la strada per un maggiore successo», affermano i vertici di Merrill Lynch in un memo inviato ai propri dirigenti. Stesso percorso seguito anche da JPMorgan Chase. MILANO Blackrock formalizza a Sec la propria quota in Telecom: il 10,12% comprensivo del convertendo. Mentre il faro Consob resta acceso, anche dopo l'assemblea del 20 dicembre. Ma il voto "spacchettato" di Blackrock non è, di per sè, un'anomalia anzi può essere fisiologico per i grandi fondi che operano con diverse filiali. Come stabilito dalla disciplina americana in materia il fondo statunitense fa il suo e comunica il proprio arrotondamento nel gruppo. Una partecipazione, quella di Blackrock, già nota a Consob e al mercato stesso. Il fondo, su sollecitazione, già a metà dicembre aveva infatti informato delle variazioni la Commissione guidata da Giuseppe Vegas. Ora la comunicazione alla Sec è un ulteriore e atteso passo. Ma la Consob continua a vigilare (già in assemblea erano presenti due osservatori della Commissione) con i riflettori che restano ben accesi per verificare eventuali anomalie. E, sempre aperta, resta la pista di indagine su un eventuale "concerto" tra i fondi americani e Telefonica. Nelle grandi firme però, va ricordato che il voto "spacchettato", come quello che Blackrock ha applicato nell'assemblea sulla revoca del cda (mozione che non è passata), è abbastanza usuale. I fondi Blackrock, nel caso specifico, non si sono presentati con tutta la loro potenza di fuoco ma avevano depositato il 5,94% e poi hanno votato in maniera differente: alcuni astenendosi e alcuni votando a favore della mozione presentata da Findim, la finanziaria di Marco Fossati che chiedeva appunto la revoca del consiglio. E proprio Fossati è tornato a pungolare il vertice di Telecom. Il finanziere dalle colonne di un quotidiano romano ha ancora incalzato: «Telecom deve cambiare governance. E deve farlo subito, prendendo atto che gli equilibri sono mutati e che serve un assetto diverso, più aperto e rivolto al mercato». Per questo, rivolgendosi all'ad Marco Patuano in vista del cda del prossimo 16 gennaio sottolinea: «crediamo e siamo fiduciosi che il management abbia recepito questo messaggio e dia seguito alla richiesta dei propri azionisti». E tema caldo resta anche Tim-Brasil di cui Fossati ribadisce la strategicità: «Privarsene anche a valori elevati - afferma - limiterebbe le ambizioni e i parametri per il rilancio di Telecom Italia. Il finanziere ha peraltro preparato una contro-valutazione dell'asset i cui conti si aggirano intorno ai 20 miliardi di euro. Persa la battaglia per cambiare la governance, Fossati non rinuncia a dire la propria a difesa dell'asset latino americano ma oggi - rispetto a qualche settimana fa - parlare di cessione non sembra più un tabù, a patto che la valutazione sia vantaggiosa. I consulenti indipendenti che hanno ricevuto l'incarico di preparare uno studio sono al lavoro e la 'fotografià dovrebbe essere pronta a inizio settimana. Il manager intende rendere pubblica la sua valutazione attraverso la stampa e contemporaneamente una copia arriverà anche sulla scrivania dell'ad Marco Patuano, a pochi giorni dal cda che valuterà la proposta dei consiglieri indipendenti di considerare le offerte sul Brasile come operazioni con parti correlate «di maggiore rilevanza». Secondo le prime indiscrezioni lo studio vedrebbe come fair un'offerta per 18-20 miliardi con una valutazione ottenuta applicando lo stesso multiplo pagato da Telefonica per acquistare Vivo, pari a circa 10 volte l'ebitda.