Datagate, spiato anche l'iPhone

NEW YORK Gli 007 Usa "spiano" gli iPhone. O almeno lo hanno fatto in passato, come emerge dalle nuove carte della "talpa" del Datagate, Edward Snowden, pubblicate dal settimanale tedesco Der Spiegel. Il documento che imbarazza, e non poco, la Apple, risale al 2008. Mostra l'esistenza di un programma della National Security Agency (Nsa) denominato "Dropout Jeep". Attraverso un sofisticatissimo software installato sugli smartphone della casa di Cupertino, la potente agenzia di intelligence sarebbe stata in grado di accedere a tutti i dati personali memorizzati sull'iPhone: dalla rubrica telefonica alla lista dei contatti. Ma sarebbe anche stata in grado di leggere i messaggi di testo, intercettare le e-mail, e addirittura ascoltare i messaggi registrati nella segreteria telefonica e attivare sia il microfono che la telecamera del telefono. Inoltre il software "spia" avrebbe permesso agli 007 federali di localizzare le persone che utilizzano l'iPhone con una precisione quasi infallibile, attraverso i segnali inviati ai ripetitori dalle varie app installate sul telefono. Al quartier generale dell'azienda fondata da Steve Jobs non ci stanno, e la nuova fuga di notizie viene seccamente smentita. O almeno si nega ogni coinvolgimento: «La Apple non ha mai lavorato con la Nsa per creare un accesso segreto ai software di propri prodotti, compreso l'iPhone», si legge in una nota, in cui si sottolinea anche come l'azienda sia «all'oscuro di programmi che abbiano avuto come obiettivo i propri prodotti». Si cerca poi di tranquillizzare gli utenti sulla assoluta sicurezza degli ultimi modelli dell'iPhone e dell'ultima versione del software utilizzato da Apple, l'iOs 7.