Generali era Perissinotto: Marchi (Save) sentito dal Pm Frezza

TRIESTE «Ho fornito al pm Frezza tutte le informazioni che ha richiesto. Non ho nulla da nascondere». Così ieri Enrico Marchi all'uscita dell'ufficio del pm Federico Frezza. Il presidente della Finanziaria internazionale (ma anche della Save, la società dell'aeroporto di Venezia) è stato interrogato come persona informata sui fatti nell'ambito dell' inchiesta sulle operazioni condotte in Generali dalla gestione Perissinotto. È stato interrogato ieri in procura anche l'ad della merchant bank, Andrea De Vido. All'origine dell'inchiesta del pm Frezza - al momento senza indagati - sono alcune operazioni finanziarie riconducibili alla gestione Perissinotto-Agrusti. Il pm vuole capire se vi sono profili di rilevanza legale nelle scelte operate, dopo che l'indagine interna condotta dal gruppo triestino del Leone aveva fatto emergere scelte discutibili, ma anche suggerito di non procedere oltre. Nella semestrale sono state iscitte a bilancio in via prudenziale perdite per 234 milioni di euro. Il fascicolo è stato aperto dopo le segnalazioni della Consob e dell'Ivass direttamente alla procura di Trieste. Infatti le due Autorità di vigilanza hanno deciso qualche settimana fa di trasferire un dossier ad hoc ai magistrati di Trieste perché dai loro controlli è risultato qualcosa di poco chiaro negli investimenti in private equity e in fondi alternativi, in quel conseguente vorticoso giro di titoli, realizzato da Generali appunto durante la lunga stagione di Giovanni Perissinotto, amministratore delegato per 12 anni con Raffaele Agrusti a capo dell'area finanza. Operazioni condotte - così risulta - direttamente o indirettamente, attraverso strutture finanziarie del Lussemburgo, dietro alle quali tra gli altri ci sono i nomi della galassia veneta tra i quali proprio Enrico Marchi e Andrea De Vido, leaders della merchant Finint, ma anche la famiglia Ameduni (gruppo Valbruna) e il finanziere Roberto Meneguzzo (amministratore delegato di Palladio Finanziaria). (c.b.)