Mps sull'ottovolante a Piazza Affari Faro della Consob

Un anno di guadagni per le Borse, soprattutto in Oriente, con Tokyo prima assoluta grazie ad un rialzo record del 57%, che anticipa la ripresa delle economie avanzate dopo 6 anni di crisi. Un dato mai raggiunto in 40 anni dalla Borsa del Sol Levante e che nessun'altra piazza finanziaria è riuscita ad oggi a eguagliare. Non ce l'ha fatta New York con il Nasdaq (+37%) ed il Dow Jones (+25%), che aspettano oggi per brindare all'arrivo dell'anno nuovo, così come non ci è riuscito il Vecchio Continente. Il Dax, all'ultima seduta, ha guadagnato a Francoforte il 25% nell'intero anno, mentre hanno esultato un pò meno Madrid (+21,4%), Parigi (+17,6%) e Londra (+14,3%), che domani saranno aperte, anche se solo per metà giornata. Il bilancio definitivo di Piazza Affari, che oggi sarà chiusa, è indubbiamente positivo, con un rialzo da inizio anno del 16,56% di Luigi Dell'Olio wMILANO Il Monte dei Paschi di Siena finisce sotto il faro della Consob dopo l'assemblea della banca che si è svolta sabato e ha deciso di avviare l'aumento di capitale non prima del 12 maggio prossimo. L'istituto diretto da Giuseppe Vegas sta approfondendo i verbali dell'assise, in stretto contatto con Bankitalia, per capire se vi sono state forzature o violazioni nelle decisioni apprese. La decisione presa dagli azionisti rispecchia le volontà della Fondazione Mps, primo socio dell'istituto senese (con il 33,5% del capitale), ma osteggiata dal management della banca, a cominciare dal presidente Alessandro Profumo, che invece spingeva per avviare l'operazione già nelle prime settimane del nuovo anno in modo da sfruttare un periodo tradizionalmente positivo per le operazioni straordinarie. Alla fine quest'ultimo ha dovuto piegare il capo e non è esclusa una sua uscita di scena nelle prossime settimane. La decisione assunta dall'assemblea dell'istituto di credito ha creato tensioni sul mercato, tanto che la seduta di ieri si è aperta con il titolo in calo del 7,4%, salvo poi riprendersi nelle ore successive e chiudere la seduta in rialzo dell'1,39%, a quota 1,175 euro, che porta il bilancio rispetto a inizio anno in negativo per il 23% (-16% il confronto a tre mesi). Il timore di alcuni operatori è che, portando per le lunghe l'operazione, si rischi un clima di sfiducia da parte degli investitori. Il fallimento del rafforzamento patrimoniale impedirebbe di rimborsare almeno una parte dei Monti Bond, evitando così lo spettro della nazionalizzazione. Anche in caso di riuscita dell'aumento, comunque, i problemi non sarebbero risolti: intanto perché non è detto che in primavera la Fondazione riesca a raccogliere le risorse (di cui non dispone oggi) per partecipare all'operazione e in secondo luogo perché non si intravedono all'orizzonte investitori italiani interessati all'operazione. A quel punto non resterebbe che appellarsi a qualche operatore internazionale, che con poco sforzo potrebbe portarsi a casa quella che pur sempre resta la terza banca italiana per numero di filiali. Secondo Chris Weston, analista di Ig, e al di là delle implicazioni finanziarie che preoccupano alcuni investitori, ciò che sta avvenendo intorno al Montepaschi è indicativo delle "lacune ancora esistenti nella zona euro", nonostante i passi in avanti compiuti nelle ultime settimane sul fronte della convergenza bancaria in ambito comunitario. Sul tema si è espresso ieri il segretario generale Fiba-Cisl Giulio Romani: "Siamo molto preoccupati per le conseguenze che il conflitto tra Fondazione e vertice potrebbero avere sulla già precaria situazione del Monte dei Paschi di Siena", ha scritto in una nota il sindacalista. «Assistiamo da tempo a un'irresponsabile lotta di poteri che sembra essere indifferente ai destini dei quasi 30mila lavoratori del Monte, oltre che a quello della più antica banca del mondo, patrimonio, economico, storico e culturale, non solo senese ma nazionale. Crediamo che un caso di tale gravità debba vedere il coinvolgimento collegiale di tutte le parti sociali e della politica». ©RIPRODUZIONE RISERVATA